176 Il Vaticano II e il fumo di Satana all’interno del tempio di Dio

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L’11 ottobre, celebrando il sessantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, papa Francesco ha detto: “Quell’evento ci ricorda che la Chiesa, a immagine della Trinità, è comunione. Il diavolo, invece, vuole seminare la zizzania della divisione. Non cediamo alle sue lusinghe e alla tentazione della polarizzazione. Una Chiesa innamorata di Gesù non ha tempo per scontri, per veleni e polemiche”. “Quante volte si è preferito essere “tifosi del proprio gruppo” anziché servi di tutti; progressisti e conservatori piuttosto che fratelli e sorelle, “di destra” o “di sinistra” più che di Gesù; ergersi a “custodi della verità” o a “solisti della novità”, anziché riconoscersi figli umili e grati della santa Madre Chiesa”. ha detto il Papa, secondo il quale "sia il progressismo che si accoda al mondo, sia il tradizionalismo o 'indietrismo' che rimpiange un mondo passato, non sono prove d'amore, ma di infedeltà".
Come spesso fa, papa Francesco insinua, allude, ma non chiarisce le sue parole. Sarebbe stato meglio se il Papa avesse definito con chiarezza gli errori a cui si riferisce e chiamato per nome i responsabili degli errori che denuncia. Mantenendosi sul vago, alimenta quella cultura del sospetto, quei veleni e quelle polemiche che indica come mali nella Chiesa. Chi sono infatti i tradizionalisti e i progressisti a cui si riferisce?
Il mondo che comunemente si definisce tradizionalista oggi si presenta altrettanto frammentato e complesso del mondo progressista, al quale poi lo stesso papa Francesco appartiene. E’ molto difficile sapere chi sono e cosa pensano oggi tradizionalisti e progressisti. E’ più facile sapere chi erano i progressisti e conservatori all’epoca del Concilio Vaticano II. I progressisti erano convinti che il Vaticano II avrebbe smantellato i bastioni liturgici, teologici, e morali della Chiesa costantiniana e inaugurato una nuova primavera della Chiesa. I conservatori mettevano in guardia contro queste illusioni, mostrando i pericoli di un’apertura indiscriminata al mondo. I conservatori chiedevano ad esempio la condanna del comunismo, mentre i progressisti, convinti che l’umanità andava in quella direzione, sostenevano la politica della mano tesa.
Chi ha avuto ragione? La Chiesa è riuscita ad evangelizzare il mondo o c’è stata una contro-evangelizzazione da parte del mondo verso la Chiesa? La società è più evangelica o è più mondana di sessant’anni fa? Papa Francesco deplora spesso la “mondanizzazione” della Chiesa, ma questo processo non ha avuto inizio, o almeno un grande sviluppo, proprio a partire dal Vaticano II?
La discussione per stabilire se i documenti del Concilio Vaticano II sono stati attuati o traditi è del tutto irrilevante. Ciò che conta sono i risultati e non si può negare che essi siano stati disastrosi per la Chiesa. Dopo sessant’anni, ci si ostina a ignorare i risultati del Concilio Vaticano II per parlare di un Concilio ideale, che non c’è mai stato, del Concilio non come fu, ma come avrebbe dovuto essere.
Quali sono stati i risultati? Mi sia permesso citare un passo del mio libro Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta (Lindau, Torino 2011, p. 575). “Il crollo della sicurezza dogmatica; il relativismo della nuova morale permissiva; l’anarchia in campo disciplinare, l’abbandono del sacerdozio e della vita religiosa da parte di sacerdoti e di religiosi e l’allontanamento dalla pratica religiosa di milioni di fedeli, l’infiltrarsi dell’eresia attraverso i nuovi catechismi e i nuovi riti, le continue profanazioni dell’Eucarestia, la strage delle anime mentre le chiese si sbarazzavano di altari, balaustre, crocifissi, statue di santi, arredi sacri, quadri finiti nei magazzini di antiquari. La “primavera della fede”, che avrebbe dovuto seguire al Concilio Vaticano II, appariva piuttosto un rigido inverno, documentato soprattutto dal crollo delle vocazioni e dall’abbandono della vita religiosa”.
Il quadro naturalmente andrebbe aggiornato, fino al Pachamama e al Sinodo dei vescovi tedeschi.
Tutto questo non ha nulla a che fare con i documenti del Vaticano II? Ma se c’è stata un’interpretazione falsa e abusiva dei documenti del Concilio, di chi è la responsabilità? Solo dei cattivi ermeneuti o non anche dei documenti che, a causa di equivoci o di ambiguità, hanno permesso questa cattiva lettura? Solo dei cattivi ermeneuti o non anche delle autorità che hanno mancato di condannare con sufficiente fermezza le cattive interpretazioni?
E se un’interpretazione falsa e abusiva dei documenti del Concilio ha prevalso nei media, di chi è la responsabilità? Solo dei media o non anche dell’evento storico che questi documenti ha prodotto. E’ estraneo il Concilio Vaticano II, come evento, alla crisi del nostro tempo?

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