Rinnovare le flotte, in 13 anni immatricolazioni giù del 40%, appello di Anfia, Federauto e Unrae; porti, quelli del Sud guidano la ripresa

 
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La fotografia scattata da Anfia, Federauto e Unrae, raffigura un crollo delle immatricolazioni, dal 2007 al 2020, in Italia- 40%, un dato che ha fatto via via alzare l'età media dei mezzi sopra le 3,5 tonnellate: oggi è di quasi 13 anni e mezzo, abbiamo insomma una delle flotte più vecchie d'Europa, Addirittura il 56% dei mezzi circolanti è ante Euro IV. "Non si può parlare di transizione ecologica e di innovazione se non si rinnovano le flotte dei mezzi pesanti", dice al nostro microfono Gianandrea Ferrajoli, numero 1 di Federauto Trucks commentando la proposta delle associazioni.
Un'altra fotografia è stata scattata da Srm, il Centro studi collegato a Intesa-San Paolo. Il soggetto è la nostra portualità. Nel 2020 il valore degli scambi commerciali via mare dell'Italia è stato di oltre 206 miliardi di euro, vale a dire – 17% rispetto al 2019, con i porti del sud che hanno retto meglio. Dai primi tre mesi del 2021 arrivano segnali di ripresa. "I porti del Sud si sono dimostrati più resilienti grazie al comparto agro-alimentare, a livello globale la corsa al rialzo dei noli proseguirà ancora", dice Alessandro Panaro, uno dei curatori del rapporto di Srm.

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