[Milano Digital Week] Pornografia non consensuale e limiti dell’utilizzo del digitale

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Nel digitale sono diversi i diritti fondamentali che si intersecano e devono essere sottoposti a bilanciamento. Quali sono i limiti dell’educazione digitale? Perché reati di questo tipo sono, ancora oggi, caratterizzati dalla deumanizzazione prima e della vittimizzazione secondaria poi?
Nei casi di pornografia non consensuale più o meno noti si vedono spesso tre diversi fronti: il primo è quello dei media e dell’opinione pubblica, che si concentrano nell’esporre a gogna mediatica gli autori del reato, il secondo è quello della vittima, la cui reputazione viene irrimediabilmente danneggiata ogni volta che su social o media in generale, vengono disvelati dettagli o circostanze che creano un’attenzione morbosa intorno al caso oltre che la violazione del diritto all’immagine e alla riservatezza, terzo ed ultimo - ma non per importanza - il ruolo della giustizia penale e l’effetto deterrente di rendere reato un “comportamento digitale”, come avvenuto in Codice Rosso.
- 15:00 Matteo Flora, Esperto di Sicurezza e Reputazione
- 15:15 Edel Beckman, Criminologa clinica
- 15:30 Nicole Monte, Avvocato specializzata in Diritto delle Nuove Tecnologie e Diritti dei Soggetti Deboli
- 15:45 Valerio Vertua, Avvocato specializzato in Diritto dell’Informatica e delle Nuove Tecnologie

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