5. Matteo B. Bianchi, la tv del silenzio

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Trasmissioni senza applausi né risate, star collegate su YouTube da casa, libri che non si vendono o non verranno pubblicati: l'industria culturale e dell'intrattenimento è tra quelle che hanno pagato di più la crisi causata dal coronavirus e che più di altre dovranno rivedere alcuni modelli finora di successo.
La pandemia ha accelerato alcune tendenze avviate già da tempo (i più giovani, abituati alle piattaforme on demand, hanno smesso definitivamente di guardare la tv, sostituendola con formati più brevi e pensati per un consumo digitale), ma ha anche tolto la dimensione epica del racconto: senza pubblico in studio, alcuni grandi show appaiono surreali, quasi grotteschi. E ancora più grave è la situazione dell'editoria, un mondo in buona parte alla soglia dell'estinzione che si aggrappa all'attesa del “grande romanzo italiano sul coronavirus” e sembra in crisi di creatività prima che di finanze.
Ma come sarà questo racconto definitivo della pandemia: un grande viaggio della fantasia o un diario minimo dei giorni della quarantena? E come sarà la televisione di domani: sempre più mobile e pensata anche senza il calore della gente dal vivo e l'improvvisazione della diretta? Lo abbiamo chiesto a Matteo B. Bianchi, scrittore e autore televisivo, che dal 1996 raccoglie in una rivista le voci emergenti della letteratura. E non ne è venuto fuori un quadro molto positivo.
"Domani" è prodotto con il sostegno di Zacapa Rum (https://www.zacaparum.com/).
Illustrazione di Andrea De Santis.
Tema musicale di Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore (Minus&Plus).

16 episodi