Conte II al capolinea

 
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Dopo oltre 500 giorni, il governo Conte II è arrivato al capolinea: alle 12, il premier Conte è arrivato al Quirinale dove ha consegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Conte è uscito in auto dopo mezz'ora dal suo arrivo.
Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni per la formazione del nuovo governo partiranno domani pomeriggio.
La crisi al buio, dopo oltre un mese di tensioni fortissime, è dunque aperta e ora toccherà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella sbrogliare una matassa che appare intricatissima. Dopo aver cercato, restando in sella, di allargare la maggioranza ai volenterosi dopo lo strappo di Iv, Conte ora spera di ottenere il reincarico e di creare un governo di salvezza nazionale. Ma le incognite e i sospetti incrociati sono molti e toccherà a Mattarella capire le reali intenzioni dei partiti.
Cosa resta in sospeso con la crisi di governo
Prima incognita è lo stop ai 50 milioni di cartelle esattoriali e avvisi di accertamento oggi congelati fino a domenica 31 gennaio. Al ministero dell'Economia è pronta una nuova sospensione per guadagnare tempo e trovare un modo meno traumatico per far ripartire la macchina della riscossione mentre la crisi economica perdura. Sicuramente però slitteranno i ristori e le altre misure previste dal nuovo decreto, tra cui anche il rifinanziamento per almeno altre 26 settimane di cassa integrazione e le nuove norme sui licenziamenti.
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La Consob accende un faro sul processo di formazione degli accordi che hanno portato le Generali a diventare il primo azionista di Cattolica allo scopo di verificare che non sia stato commesso, da parte dei molti soggetti a vario titolo coinvolti nell'operazione, un abuso di informazioni privilegiate.
Fmi: virus brucia 22.000 miliardi, 90 mln di poveri in più
Le perdite complessive per la produzione mondiale a causa del coronavirus, rispetto alle previsioni pre-pandemia, ammontano a 22.000 miliardi di dollari nel periodo 2020-2025. La contrazione economica mondiale del 2020, seppur inferiore alle attese (-3,5% invece del -4,4% previsto in precedenza), resta la peggiore dalla Grande Recessione. 150 paesi nel 2021 avranno redditi pro capite inferiori ai livelli del 2019 e nel 2020-2021 circa 90 milioni di persone scivoleranno nella povertà estrema.
Ospiti: Dino Pesole, Sole 24 Ore, Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore, Laura Galvagni, Sole 24 Ore, Franco Bruni, docente economia monetaria internazionale università Bocconi e vice presidente ISPI

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