Luca 1 - Parte 3 - Lo chiamerai Gesú

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Luca 1,26-38; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 16.5.2018

Il profeta Isaia scrisse che Yahuah avrebbe dato un segno. Una giovane vergine avrebbe partorito un figlio e l’avrebbe chiamato Immanuel, che vuol dire Dio con noi.

Scrisse anche che per noi sarebbe nato un bambino; che ci sarebbe stato dato un figlio che avrebbe portato con sé il dominio e che sarebbe stato chiamato Meraviglioso, Consigliere, Dio Potente, Padre Eterno, Principe della Pace. L’espansione del suo governo e della pace sul trono di Davide e sul suo regno non avrebbero avuto fine, perchè avrebbe stabilito fermamente il suo regno con il diritto e la giustizia in eterno.

Scrisse ancora che nella famiglia di Yishai, padre di David, sarebbe nato un discendente, un Germoglio sul quale lo Spirito di Yahuah avrebbe riposato, dandogli sapienza, intelligenza, consiglio, forza, conoscenza e timore di Yahuah. Un timore che il bambino avrebbe respirato come un profumo.

Il profeta Zaccaria scrisse di un sommo sacerdote chiamato Yeshua (in italiano Giosuè e, abbreviato, Gesù, che vuol dire Dio è salvezza); e che un Germoglio, servo di Yahuah, sarebbe venuto per togliere l’iniquità dal popolo.

Scrisse anche che questo sommo sacerdote era figlio di Yahutsadaq, che vuol dire Dio è giusto; egli sarebbe stato incoronato re, sarebbe stato chiamato Germoglio, avrebbe costruito il tempio di Yahuah e si sarebbe seduto come Sacerdote sul suo trono.

I profeti hanno annunciato che Dio avrebbe preso natura umana e sarebbe venuto a mettere la sua tenda in mezzo a noi, nascendo da una giovane vergine, chiamato Immanuel. Lo Spirito Santo sarebbe stato con lui e lo avrebbe coltivato come un germoglio. Sarebbe stato Sommo Sacerdote e Re, in eterno. Così è come Dio sarebbe venuto a salvare gli uomini togliendo da loro l’iniquità, il peccato del mondo. Lo avrebbe fatto il Figlio di Dio Giusto e al contempo di David.

Un giorno a Natsareth (che vuol dire il luogo del Germoglio) l’angelo Gabriele si presentò a Miryam, una giovane vergine promessa sposa a Yosef, entrambi discendenti di David. Le disse che avrebbe concepito e partorito un bambino cui avrebbe dato il nome di Yeshua perché, come l’angelo aveva separatamente e in sogno detto a Yosef, avrebbe salvato il suo popolo dai suoi peccati. Il messaggero Gabriele disse che quel bambino sarebbe stato concepito in lei dallo Spirito Santo, che sarebbe stato Re sul trono di David suo padre e che il suo regno sarebbe stato eterno.

Le scritture si sarebbero adempiute! Immanuel sarebbe nato; Figlio di Dio e di una giovane vergine, discendente di David. Sarebbe stato proprio lo Spirito Santo a portare in lei la natura divina perché nascesse il bambino annunciato da Isaia, il Sommo Sacerdote e Re annunciato da Zaccaria.

Miryam, come il tabernacolo della tenda del convegno nel deserto, fu riempita dalla gloria, dalla presenza “pesante” di Yahuah che aveva deciso di prendervi dimora per incontrare l’uomo. La giovane vergine fu riempita dell’essenza e della natura di Dio e il frutto dell’unione tra Dio e l’uomo sarebbe stato Santo, Figlio di Dio e figlio dell’uomo. Vero Dio senza smettere di essere uomo; e vero uomo senza smettere di essere Dio.

Ancora oggi lo Spirito Santo continua a riempire di sé i discepoli di Yeshua, affinchè per la sua presenza in loro i Santi dell’Altissimo abbiano la vita eterna e ricevano il Regno del Padre.

Due nature unite in un unico essere, ma distinte. E’ questo il mistero nascosto per tutti i secoli e per tutte le generazioni, ma ora manifestato ai santi di Dio: il Messia in noi, la speranza della gloria!

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