Il cacciatore di libri del giorno 28/07/2020: "L'ultima canzone del naviglio" di Luca Crovi

 
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Il personaggio del commissario Carlo De Vincenzi era stato creato negli anni '20 dalla penna di Augusto De Angelis, ma all'epoca non ebbe grande successo perché su di lui si scatenò la censura fascista. Poi, negli anni '70, il personaggio di De Vincenzi arrivò in tv in uno sceneggiato con Paolo Stoppa. Ora il commissario torna a rivivere grazie a Luca Crovi che lo ha reso protagonista di due romanzi: "L'ombra del campione" e il più recente "L'ultima canzone del naviglio" (Rizzoli). Il commissario De Vincenzi resta sempre caratterizzato da grande umanità: è grazie a questa sua sensibilità verso chi lo circonda che riesce a risolvere i casi. In "L'ultima canzone del naviglio" siamo a Milano negli anni '20, con Arturo Toscanini che alla prima della Scala si rifiuta di suonare l'inno davanti a re e al duce, con i "malnat della ligera", ossia i giovani della mala meneghina, che si oppongono al fascismo e sono considerati dalla popolazione come dei Robin Hood, rubano ai ricchi per dare ai poveri. In questo contesto De Vincenzi deve risolvere due casi: l'omicidio di una donna e la morte sospetta di un uomo che trasportava un carico di carta sul naviglio, quello stesso naviglio che poco dopo sarebbe stato interrato per volere del regime.

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