"Luce della notte" di Ilaria Tuti e "Che cosa c'è da ridere" di Federico Baccomo

 
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Torna il commissario Teresa Battaglia, personaggio seriale creato da Ilaria Tuti, già protagonista di "Fiori sopra l'inferno" e "Ninfa dormiente". In "Luce della notte" (Longanesi), Teresa Battaglia, insieme all'ispettore Marini, deve indagare su quanto racconta una bambina: dice di aver visto un bambino sepolto sotto un albero. Non si capisce se sia un sogno, o meglio un incubo, o se sia qualcosa che la bambina ha ascoltato o visto realmente. La bimba, Chiara, fa fatica a raccontare, è chiusa in sè stessa, anche perché ha una malattia che le impedisce di essere esposta alla luce del sole, vive di notte, e ha subito la discriminazione degli altri bambini e dei loro genitori. Questo romanzo, come racconta Ilaria Tuti, nasce da un suo dolore personale e per questo ha deciso di devolvere i diritti d'autore di questo romanzo al Centro di riferimento oncologico di Aviano per la ricerca sul sarcoma di Ewing.
Nella seconda parte parliamo di "Che cosa c'è da ridere" di Federico Baccomo (Mondadori). Un romanzo scritto con grazia, l'unico modo per far stare insieme l'umorismo e il dramma della Shoah. Si racconta la storia di Erich, un ragazzino ebreo che inizia la carriera di comico esibendosi nei cabaret della Berlino anni 30. Ma quando iniziano le persecuzioni razziali, finisce in un campo di transito, da dove partivano i treni per Auschwitz. Qui, come accaduto realmente a tanti artisti deportati, si esibisce davanti alle SS e agli altri prigionieri per cercare di salvarsi la vita. Ma Erich si domanda: si può ridere nella tragedia? E' lecito divertire il proprio aguzzino?

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