Paolo Linetti "Yokay" Le antiche stampe dei mostri giapponesi

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Paolo Linetti
"Yokay"
Le antiche stampe dei mostri giapponesi
Monza, Villa Reale, fino al 21 agosto 2022
https://mostrigiapponesi.it/
Sul sangue di quarantamila teste di nemici mozzate si fondò la lunga Pax Tokugawa. Il 1600 segnò infatti la fine del periodo di guerre che vide la disfatta delle truppe avverse al generale Ieyasu Tokugawa.
L’assenza di guerre, allontanando i ricordi e gli orrori dei massacri del passato, favorì lo sviluppo di racconti epici che davano vita ad atmosfere cupe e terrificanti, come quella della leggendaria tradizione del rituale delle cento candele che si suppone sia stato inventato da alcuni samurai nel XVII secolo per dar prova del loro coraggio.
Il rituale iniziava dopo l’ora del tramonto: i samurai si ritrovavano in una stanza illuminata dalla luce di cento candele. Ogni samurai raccontava una storia agli altri compagni con l’obiettivo di spaventarli con racconti popolati di mostri appartenenti alla tradizione giapponese.
Le Jorogumo, avvenenti donne che rivelano alle vittime la loro reale natura di enormi ragni; i Tanuki, simpatici tassi trasformisti; i Bakeneko, gatti mostruosi; i Kappa, esseri acquatici, che importunano le natanti; le Ningyo le sirene giapponesi la cui carne profumatissima può donare agli uomini giovinezza o morte atroce; Okiku, il fantasma inconsolabile che cerca il decimo piatto a lei rubato...
Al termine della storia di paura chi l’aveva narrata doveva alzarsi, spegnere la candela di una lanterna, prendere uno specchio e specchiarvisi nell’angolo più lontano della stanza: l’oscurarsi della stanza accompagnava la narrazione di racconti sempre più spaventosi e carichi di suspense.
In mostra: La paura Il rituale macabro delle cento candele è la grande idea alla base della mostra, che ispirandosi a questa suggestiva tradizione ti farà avanzare, coraggioso visitatore, attraverso una narrazione che stimolerà un tuo coinvolgimento non solo in termini didattici delle opere esposte ma anche emotivo.
Magnifiche opere dei più famosi artisti giapponesi del XVIII e XIX secolo impreziosiscono il percorso che ti condurranno in un viaggio fantastico con storie che miscelano paura, brivido e comicità.
Yōkai (mostri), Bakemono (mostri mutaforma), Yurei (spettri e ritornanti) popolano le xilografie in mostra. Draghi, orchi, volpi trasformiste, fatali mici mannari, spettri, rospi vampiri ci rapiscono con le loro storie in un’atmosfera carica di mistero e molto suggestiva per ottenere la quale, abbiamo deciso di rendere la mostra un’esperienza “notturna”.
Facendoti strada nelle fioca luce, incontrerai le opere dei mostri sorpreso da voci, suoni, rochi racconti improvvisi ed evocazioni che metteranno in scena la paura dell’antico samurai che ascoltando le storie del terrore nella stanza ormai buia si chiedeva ogni volta:
“Sono mostri che vivono solo nei miti e nelle leggende o rincasando da solo prima dell’alba, li incontrerò, ancora liberi di scorrazzare nella notte?” La mostra Yōkai è il frutto di un accurato studio effettuato mettendo a confronto sia storici dell'arte, professori e studiosi del folklore giapponese che studiosi di mitologia greca, teologia, leggende e storia della scienza occidentali, col fine di evitare errori di traduzione, trasposizione o impropri parallelismi.
Oltre 160 opere (stampe a colori incorniciate, libri antichi, rotoli, netzuke, kimono, armi antiche) Sala immersiva delle cento candele Documentario introduttivo appositamente realizzato Sala per esposizione di 77 netzuke originali di una collezione privata mai mostrata al pubblico Progetto speciale Loputyn con 6 opere originali realizzate appositamente per la mostra La mostra è suddivisa in sezioni (più una sezione speciale)
Storie di paura. Le 100 candele (sala immersiva) Il notturno giapponese La letteratura horror dell’800 giapponese Eroi e mostri (storie di valorosi eroi leggendari) Vendetta oltre la morte. La grande famiglia dei mostri Fiumi, laghi e mare (i mostri acquatici) Foreste (le creature dei boschi) Case infestate La strada del Tokaido lastricata di paura Yōkai e Bakemono. La criptozoologia mostruosa Segreti d’avorio. (La collezione Bertocchi per la prima volta esposta al pubblico composta da 77 Netzuke, i famosi bottoni giapponesi) Una sezione speciale della mostra sarà dedicata all’esposizione di alcune tavole create ad hoc dall’illustratrice Jessica Cioffi, in arte Loputyn.
IL POSTO DELLE PAROLE
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