Il Congresso farsa del Partito Comunista Cinese

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Il ventesimo congresso del Partito Comunista Cinese ha incoronato Xi Jinping come la reincarnazione politica del Grande Timoniere Mao Tse Tung.
Le riforme di Deng vengono sconfessate e la svolta verso un regime sempre più autoritario, aggressivo e autarchico viene sancita dai 2500 "delegati".
Il nuovo corso riporta l'economia sotto lo stretto controllo dei burocrati di partito e le libertà di cui avevano goduto gli imprenditori vengono di fatto annullate.
La strategia "Zero Covid" ha già imposto un drastico ridimensionamento dei rapporti economici tra Cina e Occidente e il regime non sembra intenzionato ad allentare le restrizioni non appena scoppia un focolaio
https://www.lidentita.it/nuova-ondata-di-contagi-la-cina-richiude-tutto-e-torna-lincubo-strategia-zero-covid/
In definitiva, si preannuncia un periodo buio per i cinesi e il mondo libero. Dovremo fare i conti con una Cina decisa a instaurare il predominio sull'economia globale e un'influenza pervasiva sui paesi emergenti.
Si tratta di un'ambizione delirante, ma che rischia di produrre conseguenze catastrofiche all'interno e all'esterno.
Il fatto che la Cina offra supporto a tutti i dittatori peggiori del globo terracqueo, da Maduro agli ayatollah iraniani, non rassicura in questo clima di guerra. Pochi giorni fa il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, citato dal Global Times, ha riferito di una telefonata intercorsa tra i ministri degli Esteri di Cina e Russia, Wang Yi e Sergei Lavrov. Un pessimo segnale di vicinanza ai criminali di guerra.

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