J-TACTICS - Caos calmo (S04 E03)

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Il titolo della terza puntata della quarta stagione di J-TACTICS, trae spunto da: “Caos calmo”, che è un film del 2008 diretto da Antonello Grimaldi e interpretato da Nanni Moretti, tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi.
Pietro Paladini, per uno strano scherzo del destino, rimane vedovo proprio nel momento in cui sta salvando la vita a una sconosciuta.
Vivendo interiormente una sorta di “caos calmo”, Pietro elabora una personale forma di lutto che lo porta a isolarsi dal mondo mettendo in “stand by” la propria vita: una mattina, davanti alla scuola, promette alla figlia che d’ora in avanti la aspetterà fuori fino alla fine delle lezioni.
Seduto su una panchina scoprirà il mondo da un punto di vista diverso, ricevendo le visite di molti personaggi accorsi sia per consolarlo, straniti dalla sua inconsueta calma, sia per confidargli i loro problemi, che Pietro ascolta per lo più senza dire alcunché di utile.
Ma saranno proprio questi personaggi in perenne crisi (tra cui il fratello, la cognata, i colleghi, la sconosciuta che ha salvato) uniti alle nuove conoscenze avute in questo paradossale “auto-isolamento” (un bambino Down, il proprietario del chiosco della piazza, una ragazza che porta ogni mattino a passeggio un San Bernardo) a smuovere Pietro verso la svolta e a ricominciare a vivere.
Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare il match giocato domenica sera tra la Juve ed i rossoneri del Milan.
L’incontro ha ribadito per l’ennesima volta in questo scorcio di stagione tutti i limiti caratteriali e di tenuta della squadra bianconera.
Solito canovaccio delle ultime settimane, la squadra di Allegri palesa un’autonomia limitata a circa un’ora di gioco, per poi spegnersi progressivamente.
Solita Juve appunto, in vantaggio al 4′ con Morata, controlla a tratti in modo convincente il match contro gli uomini di Pioli, ma non riesce a chiudere l’incontro fino a subire il prevedibile ritorno dell’avversario.
Rebic di testa, lasciato inspiegabilmente libero di saltare in area da Rabiot, firma il pareggio.
Risultato amaro, che manifesta soprattutto negli ultimi tratti di partita l’incapacità della Juve di reggere fisicamente e mentalmente l’avversario nonché l’assenza di idee e forza per ribaltare la situazione.
Una vecchia Signora come non la si vedeva dagli anni sessanta, con errori, equivoci e caos.
Un “Caos calmo” appunto, come il titolo della pellicola da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS.
Una situazione che pare aver colpito anche mister Allegri, il quale come il Pietro Paladini del film di Grimaldi pare vivere interiormente una sorta di “caos" personale.
Non è sfuggito alle telecamere lo sfogo del tecnico bianconero, infuriato all’uscita del campo dopo il pareggio col Milan.
“Porca t…a state a giocà nella Juve”.
L’urlo di Max Allegri all’uscita dal campo dopo il fischio finale di Juve-Milan mentre raggiungeva gli spogliatoi dell’Allianz Stadium.
Frase che testimonia palesemente il suo nervosismo e la confusione totale dello spogliatoio (compresa la lite tra Rabiot-Szczesny in campo e negli spogliatoi).
Allegri ha il dovere di insegnare ai giovani il senso della gloriosa maglia che indossano, ma forse è il primo ad aver smarrito coscienza e serenità.
L’1-1 dello Stadium ha messo in mostra una Juve fin troppo scolastica nello schema 4-4-2 e ancora lontana da quella squadra affamata di vittorie che con Allegri era riuscita a conquistare due finali di Champions League.
Un mix di giocatori esperti come i senatori Bonucci e Chiellini e giocatori giovani, che però non hanno ancora ben compreso il significato di giocare alla Juve, secondo il pensiero di Max.
Al momento forse questo è il vero problema del tecnico livornese.
Concetto sottolineato dallo stesso Allegri in conferenza stampa, dove ha spiegato chiaramente di aver sbagliato le sostituzioni: “Non le ho azzeccate oggi, in questo tipo di partite diventano determinanti”.
Dopo di che ha tenuto a sottolineare un altro aspetto: “Quando c’è un momento decisivo della partita bisogna giocare in un certo modo. Quando si gioca alla Juve la palla ha un peso diverso rispetto ad altre squadre. Bisogna stare in campo con la cattiveria giusta e questo ci manca ora a noi”.
Un concetto chiaro e preciso, diretto ai nuovi entrati Kulusevski, Kean e Chiesa, ovvero gli unici tre cambi effettuati in partita. Riguardo a Federico Chiesa, il tecnico livornese è tranchant: “È entrato in un momento difficile della partita e avevo bisogno di lui per portare la palla nella metà campo avversaria, deve crescere e acquisire la consapevolezza di quello che può fare perché siamo alla Juventus“.
Sarà opportuno ritrovare la vittoria per il momento presente soltanto in Champions.
Ci sono uomini da recuperare, equivoci da chiarire, errori da evitare.
C’è soprattutto una Juve da definire, nei ruoli, nelle responsabilità.
Insomma un “Caos calmo”, da risolvere anche per mister Allegri.
Sarà nostro gradito ospite l'amico Alessandro Irrisolvibile direttamente da Parigi.
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