J-TACTICS - The day after tomorrow (S05 E12)

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Il titolo della dodicesima puntata della quinta stagione di J-TACTICS, trae spunto da: "The day after tomorrow", che è un film del 2004, diretto da Roland Emmerich.
Protagonista del film è il paleoclimatologo Jack Hall, il quale durante una campagna di ricerche sulla composizione degli strati di ghiaccio antartici giunge ad un’inquietante scoperta. Riportando quanto scoperto ad una conferenza delle Nazioni Unite, egli minaccia l’arrivo di una nuova glaciazione, che porrà fine alla vita umana così come è conosciuta.
Un evento che, in modo inequivocabile, sarebbe causato dal surriscaldamento globale e dai cambiamenti climatici causati dall’attività umana. Ciò che Jack non sa, però, è che la sua profezia è destinata ad avverarsi molto prima del previsto.
Nel momento in cui la natura inizierà a ribellarsi, allagando e distruggendo intere città, Jack dovrà raggiungere e tentare di salvare il figlio Sam, cercando allo stesso tempo di avvertire le autorità politiche di quanto deve ancora accadere.
Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare il vero e proprio terremoto che ha sconvolto il mondo bianconero nella serata del 28 novembre.
Un'apocalisse proprio come quella descritta nella pellicola da cui trae spunto l'odierna puntata di J-TACTICS.
L'intero CdA della Juventus rassegna le dimissioni a seguito della mancata unanimità nel voto per l'approvazione del bilancio.
Il consiglio d'amministrazione più burrascoso, come gli eventi climatici descritti dal regista Hemmerich, della recente storia juventina, sancisce letteralmente la fine di un'epoca.
28 novembre 2022, nel the day after tomorrow della Juventus è necessario chiedersi: Perché si sono dimessi tutti?
Semplicemente perché era necessario questo atto per mettere in sicurezza la società, in definitiva un "gesto di grande responsabilità" dell'intero CdA ed in primis di Andrea Agnelli, a detta di molti.
La tempesta in casa bianconera inizia mesi fa esattamente quando la Consob ha reso noti gli esiti della sua indagine sui bilanci della Juventus, riscontrando delle violazioni nei bilanci della in riferimento all’utilizzo delle plusvalenze e alla cosiddetta manovra stipendi risalente al 2020, formulando quindi la richiesta di riscrivere le parti del bilancio non ritenute corrette.
La società bianconera dal canto suo in un primo momento non accetta i riscontri della Consob, ribadendo aver agito secondo le regole.
Successivamente la dirigenza juventina si adegua alla richiesta dell'organo di vigilanza della Borsa ribadendo tuttavia nel comunicato la sua posizione.
Tale atteggiamento non è condiviso però dall'intero Consiglio di Amministrazione, una parte dei sindaci, infatti, ritiene che non sia il caso di andare allo scontro e che più opportuno sarebbe accogliere le osservazioni della Consob.
Tale divergenza di vedute sulle modalità d'azione ha l'effetto di aprire una spaccatura all’interno del Consiglio.
Una situazione di forte tensione che precipita inevitabilmente lunedì 28.
Il consiglio che avrebbe dovuto approvare il bilancio vede invece una delle consigliere indipendenti, Daniela Marilungo, annunciare le proprie dimissioni.
Essendo praticamente impossibile ricomporre una tale spaccatura in tempi brevi, Andrea Agnelli e John Elkann (probabilmente più quest'ultimo) hanno quindi deciso che le dimissioni di tutti, con il conseguente azzeramento della dirigenza era la soluzione più celere per dare alla Juve un Consiglio in grado di affrontare le vicende giudiziarie con maggiore serenità.
Secondo il pensiero della proprietà le dimissioni di Andrea Agnelli e dell'intero consiglio d'amministrazione della Juventus erano oramai un atto dovuto.
Apportare delle modifiche al bilancio infatti sarebbe probabilmente apparso come un'ammissione di colpa per i reati ipotizzati in fase di indagine dagli inquirenti della Procura di Torino per i tre bilanci precedenti posti sotto esame, mentre approvare il bilancio senza alcuna modifica avrebbe fatto probabilmente sorgere una nuova ipotesi di reato.
In assenza di un azzeramento, per Andrea Agnelli e ad altri membri del CdA si sarebbe configurata la possibilità di reiterazione del reato, per il quale i pubblici ministeri avevano già chiesto al GIP di disporre gli arresti domiciliari nei confronti del presidente della Juventus e di alcuni componenti della dirigenza, richiesta allora respinta dal giudice per le indagini preliminari.
La mossa a sorpresa delle dimissioni era l'unica via percorribile per evitare arresto o interdizioni compromettendo la già delicata situazione della società bianconera.
Come detto in precedenza: "gesto di grande responsabilità".
"Questa tempesta cambierà il volto del nostro pianeta. A tempesta finita, saremo in una nuova era glaciale".
Parafrasando questa frase di uno dei protagonisti del film di Emmerich noi possiamo dire: Questa tempesta cambierà il volto del nostra amata Juventus. A tempesta finita, saremo in una nuova era (si spera non glaciale).
Sarà nostro gradito ospite l’amico Cristiano Corbo, collaboratore de: Il Bianconero.com., DAZN e calciomercato.com.
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