“Vie” di Roberto Capanna

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VIE – PROTOSINCRONIE STOCASTICHE

“VIE” è una specie di parto naturale per un lettore compulsivo quale mi trovo ad essere (mai meno di tre libri alla volta), gravato per di più da un perverso amore per l’”oggetto” libro, la sua materia, la bella stampa, l’armonia della marginatura e degli spazi ….
E da questo la maniacale cura, e l’odio omicida per coloro che usano come segnalibro le “orecchie”, o sottolineano, magari a penna, squarciando irrimediabilmente l’eleganza di una pagina amorevolmente costruita da un bravo “proto”.

Già, il proto del sottotitolo, protosincronie stocastiche, quel mirabile artigiano, a volte artista, responsabile della composizione della pagina. Responsabile quindi anche delle famose “vie” che si formano casualmente (cioè con un processo stocastico) fra le righe.
Comunque ciò che mi ha obbligato a questo parto è soprattutto la memoria dei lontani giorni passati a correggere le bozze di interi romanzi, obbligandomi a non farmi distrarre dal contenuto, per quanto interessante, per concentrarmi sulla correttezza tecnica della scrittura, sognando nel frattempo favolosi impossibili viaggi.

Un’utile tortura.

Roberto Capanna

Giovedì 28 Luglio 2011

Ad Artificio una serata di “Letteratura Sommersa”.

In un mare di parole percorso dalle onde sonore della musica e delle voci di Gaia Riposati, Evelina Nazzari e Massimo Di Leo che danno vita alle pagine ancora inedite di “Vie” di Roberto Capanna ad Artificio, con musiche dal vivo di e con Maria Gabriella Marino.

Roberto Capanna comincia ad occuparsi attivamente di cinema nel 1962, collaborando con Cesare Zavattini, Vito Pandolfi ed altri. Parallelamente ad una intensa attività di documentarista inizia una serie di sperimentazioni sul linguaggio cinematografico.

Suoi lavori vengono presentati con successo a festival e rassegne in Italia e all’estero (Firenze, Pesaro, Porretta, Roma, Caracas, Berlino, Oberhausen). Nel 1968 e 1970 è prescelto a rappresentare il nuovo cinema italiano alla 5° e 6° Biennale Internazionale di Parigi con i lavori “Voy-Age” e “V/M”. Per vari anni è aiuto regista e sceneggiatore di Roberto Rossellini.

Ha collaborato a riviste specializzate in Italia e in Germania con articoli e saggi su cinema e televisione. Si è occupato di teatro sperimentale e musicale con Mario Ricci, Giordano Falzoni, Egisto Macchi.

Nel 1970, per il XXXIII Festival Internazionale della Musica di Venezia, realizza con il compositore Mario Bertoncini lo spettacolo “Spazio-Tempo”. La collaborazione con Bertoncini continua sino alla fondazione a Berlino, nel 1985, del gruppo “Vie” con un programma di ricerca sull’interazione fra suono, gesto, danza. Nel 1984/85 realizza, per l’Associazione Bambini Down, il lungometraggio “Le chiavi in tasca”. Intensa è l’attività didattica, come docente di Tecnica della Regia presso il Laboratorio Cinema di Roma e come Direttore didattico e docente in corsi CEE. Numerosissimi, fin dal 1967, i lavori per la Televisione Italiana. In particolare dal 1998 collabora alla rubrica di RAIDUE “Palcoscenico”, unico spazio della RAI dedicato sistematicamente al teatro di prosa. Oltre ad articoli specializzati sui mezzi audiovisivi ha scritto soggetti, sceneggiature, riduzioni teatrali, racconti, atti unici.

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