Melog Home Edition: Siamo tutti "voltagabbanisti"?

 
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In attesa dell'esito del voto alla fiducia al governo Conte al Senato, in queste ore stiamo assistendo a un dibattito infuocato tra i contendenti che tra dichiarazioni di voto, discorsi e interviste si lanciano reciprocamente accuse e feroci critiche. Uno dei termini più ricorrenti e usati per riassumere in un epiteto gli atteggiamenti spregevoli del nemico è quello del "voltagabbana" a indicare una persona incline al tradimento e alla scarsa coerenza.
Se invece analizziamo le dinamiche e discorsi nelle dispute televisive che avvengono nei programmi di intrattenimento come ad esempio il Grande Fratello Vip vediamo che l'essere sempre fedeli stessi o profondamente autentici è l'unico grande valore, l'unico metro di giudizio nella valutazione delle persone, anche se stanno partecipando a un gioco. Ora, è forse paradossale che nel regno della contraffazione televisiva il valore più sbandierato sia l'autenticità mentre nel luogo della mediazione che è la politica venga demonizzato chi cambia idea, chi si adatta alle situazione e usa strategie per affermarsi?
Chiediamo ai nostri ascoltatori se nella nostra vita è davvero così spregevole adattarsi e cambiare idea e se è sempre fondamentale essere coerenti?
Diamo la possibilità di schierarsi tra:
1-Fieri voltagabbanisti. Non temo l'incoerenza, la vera chiave della nostra evoluzione è il auto riprogrammazione continua. Sono umano e cambio . La fedeltà a un'idea è un'astrazione e un mito del passato
2-indefessi Coerentisti . L'unica cosa che conta per una persona è la coerenza ad ogni costo. Cambiare idea è segno di fragilità e inaffidabilità. La parola è una e va rispettata

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