Pedalando oltre la guerra civile: il caso Ruanda

 
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Dal genocidio del 1994, all'essere diventato oggi Paese guida (anche) dello sport africano, con l'assegnazione - celebrata dalle parole del presidente della federciclismo locale, Abdhalla Murenzi - dei campionati del mondo di ciclismo 2025. Parabola a dir poco sorprendente, quella del Ruanda, che fa il paio con altre news che stupiscono noi occidentali: il fato ad esempio che a sfidare il Ruanda vi fosse un'altra candidatura africana; quella del Marocco; e senza dimenticare la medaglia d'argento vinta dall'eritreo Biniham Ghirmay proprio negli ultimi mondiali Under23, in Belgio, alle spalle del nostro filippo baroncini. Segnali che l'africa corre, anche sui pedali. Ne parliamo oggi a Olympia con Massimo Oriani (inviato de la Gazzetta dello Sport per gli sport americani e grande conoscitore dell'Africa), e coi i ciclisti Umberto Paoli e Paolo Cravanzola, che hanno partecipato ad alcune edizioni del Giro del Ruanda
La regia della puntata è di Filippo Aureggi
olympia@radio24.it

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