Reportage del giorno 10/11/2019: Berlino, all'ombra del muro rimasto nelle teste - di Raffaella Calandra

 
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Corrono sulle facciate degli edifici di Alexander Platz le immagini di 30 anni fa, quando il Muro spezzava ancora il cielo sopra Berlino.Tutt'intorno, si festeggia la notte che ha cambiato la storia. E dagli altoparlanti, la voce di David Bowie continua a celebrare gli "eroi" di allora. Ma quella barriera di cemento e filo spinato, simbolo per 28 anni della cortina di ferro, continua idealmente a dividere, nelle paure e nelle insoddisfazioni, le due parti della Germania."Oggi, mi sono considero fortunato, di poter festeggiare il 30esimo anno senza il Muro e la ritrovata possibilità per tutti noi di vivere come vogliamo, di parlare, di spostarci. Di essere liberi. E' una gioia incredibile".
Sotto il tendone di strisce colorate, fatto dei desideri di migliaia di persone, che alla Porta di Brandeburgo celebra il 30esimo anniversario dalla caduta del muro, Peter Bibier ritrova la gioia di quel 9 novembre, lui che dalla DDr era riuscito a fuggire - a differenza delle circa 200 vittime del muro, per cui ogni giorno si celebra una messa nella Cappella della Riconciliazione. Peter si nascose in un mobile, ma fu poi arrestato per aver aiutato altri a lasciare Berlino Est. "Sono scappato - ci racconta ora- proprio come fanno oggi i migranti".
A Berlino, però, nonostante i festeggiamenti, quell'ubriacatura di gioia del 1989 è come evaporata sotto l'effetto della crisi, avvertita soprattutto ad est, e di una riunificazione da tanti considerata non compiuta. Così una ricerca di Open Society registra - sintetizza il direttore Goran Buldiosky - "un crescente pessimismo in metà dei tedeschi, che soprattutto ad est lamentano di essere trascurati". E i dati delle elezioni lo confermano.

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