Storia e Scienza, quando vince il dialogo tra i popoli - di Anna Migliorati

 
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Che sia storia o scienza, la ricerca ha come patria il mondo, o, meglio, l'intera storia e l'universo che "è di tutti". È la lezione che arriva dai vincitori 2021 dei premi Balzan, uno dei premi internazionali più ambiti da ricercatori e scienziati, e uno dei più ricchi: 750.000 franchi svizzeri (circa 700.000 euro), ma col vincolo che una parte vada a finanziare nuove ricerche, di giovani ricercatori. Una sorta di passaggio di consegne tra generazioni. E incontrando a Berna i vincitori 2021, cerimonia rimandata causa pandemia e che per il 2022 sarà ospita in autunno a Roma, al Quirinale, il messaggio forte è per un dialogo possibile tra i popoli. Anche i più diversi. Come per l'italiano Giorgio Buccellati, premiato insieme alla moglie e compagna di una vita Mary Kelly per la scoperta in Siria della civiltà urrita del III millenio a.c. A riceve il premio un'altra coppia: un'altra italiana, Alessandra Buonanno, insieme al francese Thibault Damour, lei astrofisica, lui fisico teorico premiati per i loro studi sulla gravità e sulle onde gravitazionali. "Una ricerca che non sarebbe possibile, ci dicono ognuno a modo proprio, senza dialogo e confronto, perché fare ricerca è il privilegio di non avere barriere.

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