Vaccini e volontari, le armi antiCovid nei laboratori di Oxford - di Giorgia Scaturro

 
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"I vaccini sono una delle strategie piu' sicure al mondo, che hanno salvato piu' vite di qualsiasi altro intervento a parte l'acqua potabile. La vera domanda da porsi e' questa: se foste soggetti vulnerabili o anziani che hanno il terrore di uscire di casa per via del virus, vi preoccuperebbe farvi vaccinare? Sospetto di no". A parlare così a radio24 il Professor Robin Shuttock a capo del team che sta sviluppando quello che abbiamo chiamato il vaccino di Oxford. In Italia come nel resto del mondo si lavora ad un piano di vaccinazione per fermare la pandemia da gennaio 2021. Ma paure e scetticismo non mancano. Imperial College e la compagnia farmaceutica la HVivo sono pronti a partire anche con la prima "sfida umana" al Coronavirus, inoculando un vaccino in volontari giovani e sani che poi saranno infettati apposta con spruzzi di dosi di Covid-19. Già usato per studiare malaria e colera, l cosiddetto human challenge consentirà di testare i vaccini di seconda e terza generazione anche quando si abbasseranno i livelli di trasmissione del virus. E tra i quasi 40mila volontari già arruolati dall'organizzazione americana 1DaySooner ci sono anche 199 italiani.

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