Episodio 157 - Gestire l'incertezza: cosa posso fare?

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Molto spesso, ciò che è incerto fa paura. Ci spaventa la precarietà del futuro, oggi più che mai. In questo contesto di incertezza globale, soprattutto a livello relazionale, come posso costruire le mie certezze? O meglio, come posso trasformare l’incertezza in un valore aggiunto?
Ed è davvero possibile costruire delle certezze?
Noi pensiamo in base ai dati che abbiamo, alle nostre categorie mentali. Il nostro pensiero genera il nostro sentire, che a sua volta produce un comportamento. Quindi pensiero - emozione - azione.
In questo particolare momento di pandemia, sentiamo molte incertezze. Come possiamo trasformare l’incertezza in un valore aggiunto?
L’incertezza, sostanzialmente, è il non essere sicuri di quello che accadrà, non essere sicuri del futuro. Un passaggio fondamentale da fare è partire dalla consapevolezza che non c’è nulla di più certo dell’incertezza. Infatti, una delle poche certezze che abbiamo è che nulla è certo. E questo ci spaventa.
Quando cominciamo ad acquisire consapevolezza sull’incertezza della vita, ci rendiamo conto che in natura nulla è certo. Cosa ci spaventa dell’incertezza?
Questa pandemia ha rotto i copioni sociali, le nostre illusioni. Noi cerchiamo di gestire l’ incertezza attraverso il controllo: quando sentiamo incertezza, cerchiamo di combatterla con il controllo. Ma accade un paradosso: più cerco di controllare più sento incertezza, più perdo il controllo, più provo paura. Quindi, il tentativo di controllo ha come effetto la paura.
Il controllo si può manifestare con due modalità: possiamo vederlo come un’illusione o come una pretesa.
Se attivo il controllo e gli permetto di dominare la mia vita e la mia esperienza, queste non saranno mai appaganti. Avrò malessere, instabilità, paura e rabbia. Dietro il bisogno di controllo c’è il bisogno di sicurezza, che è un bisogno vero. Ma come cerchiamo la sicurezza? Come proviamo a soddisfare questo bisogno?
Possiamo cercare all’esterno, oppure trovare solidità interiore e sperimentare l’ affidamento. Questo, però, vuol dire lasciare andare il controllo.
Possiamo chiederci cosa possiamo fare ora, e stoppare tutte le previsioni del futuro che ci si presentano come tentativo di controllo: quello che accadrà poi, in futuro, lo affronteremo quando e se accadrà.
E possiamo allenarci all’affidamento: possiamo lanciare la richiesta di affidamento a Dio, a qualcosa o Qualcuno di molto più grande di noi, e restare in ascolto del nostro mondo interno. Accogliendo quello che emerge.
E tu, riesci a vedere l’incertezza come un valore aggiunto? Quanto sei consapevole che può essere una strada per imparare a vivere il presente?

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