Vmbra Imperii – Lib. XVIII “Golgotha”

 
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“Et venerunt in locum, qui dicitur Golgotha, quod est Calvariae locus […]”

“E giunsero in un luogo chiamato Golgota, che è il luogo del teschio […]”

[Matteo, XXVII, 33]

Nel primo pomeriggio del giorno a.d. XVII Kalendas Maius (ovvero 17 giorni prima delle Calende di Maggio, cioè il 15 Aprile) i custodes sono arrivati ad Aelia Capitolina, la colonia romana edificata dall’Imperatore Adriano sulle rovine dell’antica Gerusalemme dopo la sua distruzione ad opera di Tito durante la prima rivolta ebraica (~823 a.U.c. o 70 d. C.). Qui i custodes incontrano il Procurator Augusti Appius Cornelius Doricus che li accoglie, mostra la parte della caserma cittadina che è stata riservata loro e fornisce alcune informazioni.

Ai membri della Legio Auxiliaria Arcana viene confermato sostanzialmente quanto già noto dai rapporti: un predicatore giudeo noto come Rabbi Simon è tenuto sotto sorveglianza a causa delle sue invettive contro la “tirannide” di Roma e l’occupazione romana della “terra promessa”; il timore, sebbene appaia ancora remoto, è che le parole del Rabbi smuovano le frange ebraiche più estremiste incitandole alla rivolta come già accaduto più volte nel passato. Inoltre la popolazione giudaica della città è in aumento da alcuni decenni, da quando l’Imperatore Costantino revocò l’editto con cui essi furono banditi da Gerusalemme dopo la terza ed ultima delle grandi rivolte anti-romane ormai 3 secoli prima.

A questi avvenimenti, e forse ad essi collegati, se ne aggiungono altri di natura più misteriosa: sono state denunciate alcune sparizioni di donne e bambini che sembrano in aumento da qualche tempo e soprattutto sono state rilevate strane apparizioni attorno al Golgotha, la collina fuori dalla città in cui sono solite svolgersi le condanne capitali. La notte, un’insolita nebbia si innalza intorno alla collina e sono stati avvistati strani lampi di luce e spesso si odono urla e gemiti o inquietanti cantilene. Tutto ciò viene confermato anche dai soldati di stanza in caserma con i quali i custodes intrattengono alcuni colloqui. La giornata si conclude così in tranquillità.

Il giorno seguente (16 Aprile), Calvus passa gran parte del tempo a leggere i vangeli e gli altri documenti forniti in cerca di informazioni utili soprattutto sulla possibile ubicazione del sepolcro del Cristo. Nel frattempo, Vetius cerca di soddisfare il suo feticismo per i cammelli alle stalle del Procurator Augusti e poi va da un mercante di animali dove, dopo aver capito che una iena è un po’ fuori dal suo budget, si limita a comprare un nibbio nero. Invece, Candemium e Cattus vanno alla ricerca di un qualche predicatore cristiano che trovano poco fuori le mura della città, un vecchio cieco che risponde al nome di Iacob accompagnato da due donne e un ragazzino. La conversazione non risulta però particolarmente utile se non per ottenere qualche informazione generale sulla vita del vecchio predicatore che si aggira da oltre quindici anni nei pressi di Aelia Capitolina.

Nel tardo pomeriggio i custodes decidono di dirigersi verso il Golgotha, ma Minimo viene trattenuto per via della richiesta del comandante della guarnigione di supervisionare l’addestramento di alcune reclute. Il viaggio sulla collina del Calvario dovrebbe essere solo un semplice sopralluogo e quindi il contubernio non si preoccupa troppo della momentanea assenza del suo guerriero migliore.

Così Al Sahlahin, Candemium, Cattus, Calvus e Vetius si incamminano verso il Golgotha, la strada fino alla collina è breve e quindi, arrivati alle sue pendici, inizia la salita per raggiungere la cima. Ormai fatta più di metà strada il gruppo però viene colto di sorpresa da una dozzina di uomini con lunghe vesti nere e coltellacci. Lo scontro si rivela più lungo del previsto, ma i custodes risultano facilmente vincitori, i corpi dei nemici giacciono riversi per terra, ma insieme ad essi vi è anche Cattus che è stato raggiunto da diverse coltellate e che richiede l’immediata attenzione di Calvus e delle sue abilità mediche.

Ave atque vale!

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