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Episode 7: # 6- Il Corpo e le sue Storie - Sono solo canzonette

4:06
 
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E anche sul palco più famoso d’Italia, quello dell’Ariston di San Remo, è arrivato il gender fluid. Rosa Chemical, con la sua canzone Made in Italy, e con le esibizioni sul palco ci ha raccontano e rappresentato forme “non convenzionali” di amore, di sesso e di relazione tra i generi. Non che attraverso la musica e, più in generale, attraverso l’arte la questione del gender fluid non fosse già stata trattata. Ma in questa circostanza, considerata l’attenzione mediatica dell’evento e la forte matrice politica che contraddistingue ciò che avviene all’Ariston, il dibattito è stato piuttosto infiammato. Il gender fluid, con buona pace di quanti paventano di un mondo in cui non esisteranno più uomini e donne, altri non è che un fenomeno sociale che da sempre caratterizza la storia delle società. La grande differenza rispetto al passato sta nel modo in cui questo processo sta avvenendo. Si tratta del processo di ricostruzione dei tratti culturali e sociali che vengono attribuiti al genere. Essere uomo o essere donna ha certamente una componente naturale, ma ha anche e sopratutto delle componenti sociali e culturali. Essere donna presuppone tutta una serie di comportamenti sociali e culturali che vengono attribuiti a questa dimensione dell’essere. Il come vestirsi, il come relazionarsi con gli altri, il modo di truccarsi, il modo di parlare, ecc. hanno dei connotati che sono definiti dalla società e dalla cultura e che generalmente ci si aspetta di trovare nei comportamenti della donna. E lo stesso vale per gli uomini. Sono delle attribuzione di genere che vengono trasmesse attraverso l’educazione e la socializzazione. Quando si entra in un negozio di giocattoli, ad esempio, semplicemente passeggiando tra gli scaffali dei giocattoli si possono notare delle forti attribuzioni di genere. Per le femminucce gli scaffali sono pieni di oggetti rosa, principesse, bambolotti; mentre per i maschietti possiamo trovare super eroi, armi, macchinine. Attraverso queste ed altre forme di socializzazione si costruisce quella che può essere definitiva un’identità di genere. Identità che non è mai data in maniera fissa e univoca, poiché cambia attraverso le società e attraverso i secoli. Nella società attuale, dunque, non sta accadendo nulla di diverso rispetto a quanto è accaduto in passato: anche in questa epoca le identità di genere sono oggetto di revisione, cambiamento, e rinnovamento. Ci sono due tratti caratteristici, però: il primo - c’è una tendenza a una minore caratterizzazione di genere: rispetto al passato si cerca una minore dicotomia tra il maschile e il femminile: non ci sono più delle distinzioni forti nell’ambito della moda, per cui un capo non necessariamente è solo maschile o solo femminile; oppure in ambito lavorativo si mette in discussione che determinate professioni possono essere svolte solo dagli uomini o solo dalle donne; e questo sta avvenendo in tanti altri ambiti, per cui queste distinzioni diventano fluide; il secondo- questa stessa fluidità finisce anche per riguardare il modo di comportarsi, gli atteggiamenti, le scelte nell’ambito della sessualità, ecc.: c’è dunque una tendenza tra le nuove generazioni ad assumere delle identità fluide, che possono adattarsi a seconda delle circostanze. Del resto ce lo aveva raccontato lo stesso Pirandello: le sue maschere rappresentano la frantumazione dell'io in identità molteplici. E il tentativo di adattamento che ogni individuo mette in atto sulla base del contesto e della situazione sociale in cui si trova. I giovani di oggi si trovano a vivere in un contesto sociale molto fluido, per cui non deve sorprendere se essi finiscono per assumere delle identità fluide.
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E anche sul palco più famoso d’Italia, quello dell’Ariston di San Remo, è arrivato il gender fluid. Rosa Chemical, con la sua canzone Made in Italy, e con le esibizioni sul palco ci ha raccontano e rappresentato forme “non convenzionali” di amore, di sesso e di relazione tra i generi. Non che attraverso la musica e, più in generale, attraverso l’arte la questione del gender fluid non fosse già stata trattata. Ma in questa circostanza, considerata l’attenzione mediatica dell’evento e la forte matrice politica che contraddistingue ciò che avviene all’Ariston, il dibattito è stato piuttosto infiammato. Il gender fluid, con buona pace di quanti paventano di un mondo in cui non esisteranno più uomini e donne, altri non è che un fenomeno sociale che da sempre caratterizza la storia delle società. La grande differenza rispetto al passato sta nel modo in cui questo processo sta avvenendo. Si tratta del processo di ricostruzione dei tratti culturali e sociali che vengono attribuiti al genere. Essere uomo o essere donna ha certamente una componente naturale, ma ha anche e sopratutto delle componenti sociali e culturali. Essere donna presuppone tutta una serie di comportamenti sociali e culturali che vengono attribuiti a questa dimensione dell’essere. Il come vestirsi, il come relazionarsi con gli altri, il modo di truccarsi, il modo di parlare, ecc. hanno dei connotati che sono definiti dalla società e dalla cultura e che generalmente ci si aspetta di trovare nei comportamenti della donna. E lo stesso vale per gli uomini. Sono delle attribuzione di genere che vengono trasmesse attraverso l’educazione e la socializzazione. Quando si entra in un negozio di giocattoli, ad esempio, semplicemente passeggiando tra gli scaffali dei giocattoli si possono notare delle forti attribuzioni di genere. Per le femminucce gli scaffali sono pieni di oggetti rosa, principesse, bambolotti; mentre per i maschietti possiamo trovare super eroi, armi, macchinine. Attraverso queste ed altre forme di socializzazione si costruisce quella che può essere definitiva un’identità di genere. Identità che non è mai data in maniera fissa e univoca, poiché cambia attraverso le società e attraverso i secoli. Nella società attuale, dunque, non sta accadendo nulla di diverso rispetto a quanto è accaduto in passato: anche in questa epoca le identità di genere sono oggetto di revisione, cambiamento, e rinnovamento. Ci sono due tratti caratteristici, però: il primo - c’è una tendenza a una minore caratterizzazione di genere: rispetto al passato si cerca una minore dicotomia tra il maschile e il femminile: non ci sono più delle distinzioni forti nell’ambito della moda, per cui un capo non necessariamente è solo maschile o solo femminile; oppure in ambito lavorativo si mette in discussione che determinate professioni possono essere svolte solo dagli uomini o solo dalle donne; e questo sta avvenendo in tanti altri ambiti, per cui queste distinzioni diventano fluide; il secondo- questa stessa fluidità finisce anche per riguardare il modo di comportarsi, gli atteggiamenti, le scelte nell’ambito della sessualità, ecc.: c’è dunque una tendenza tra le nuove generazioni ad assumere delle identità fluide, che possono adattarsi a seconda delle circostanze. Del resto ce lo aveva raccontato lo stesso Pirandello: le sue maschere rappresentano la frantumazione dell'io in identità molteplici. E il tentativo di adattamento che ogni individuo mette in atto sulla base del contesto e della situazione sociale in cui si trova. I giovani di oggi si trovano a vivere in un contesto sociale molto fluido, per cui non deve sorprendere se essi finiscono per assumere delle identità fluide.
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