Il giorno della civetta, rileggere Sciascia, insieme ai magistrati antimafia

 
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L'omicidio di un piccolo imprenditore, in una terra di miniere e povertà. Un'inchiesta che si fa largo, tra silenzi diffusi e connivenze profonde; un capitano dei carabinieri testardo, che ricostruisce un ampio giro di appalti e gli interessi del boss locale; ma poi anche i depistaggi di chi cerca di far apparire tutto un delitto passionale e i tentativi di far scagionare gli imputati.
C'è la mafia che vedeva intorno a sé e ci sono tutti gli elementi più tipici della mafia d'ogni tempo nella trama de "Il Giorno della civetta", il romanzo più famoso di Leonardo Sciacia, il romanzo che fece conoscere all'Italia intera cosa fosse davvero la mafia. Non folklore, ma violenza, controllo del territorio, omertà, interessi, corruzioni.
A 100 anni dalla nascita dello scrittore di Racalmuto, Storiacce dedica la puntata all'attualità del pensiero di Sciascia, rileggendolo anche con Giuseppe Pignatone, magistrato siciliano, per tutta la carriera impegnato proprio nel contrasto alla mafia. "In Sciascia, mi colpisce ogni volta la rappresentazione della Giustizia e di chi la amministra. Da un lato, c'è una rappresentazione quasi sacrale; dall'altro lato, è spietato verso chi- soprattutto tra i magistrati- tradisce quell'ideale. Ed è spietata è l'analisi dell'amministrazione della Giustizia, come strumento del Potere"

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