Strade e Motori del giorno 02/05/2020: Auto e inquinamento: binomio scindibile!

 
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La Fase 2 tanto attesa in tempi di Coronavirus sta per arrivare e, con essa, la riapertura degli stabilimenti produttivi e delle concessionarie.
Il mondo dell'automotive si affretta dunque a ripartire ma per gli automobilisti e per le loro incombenze c'è ancora un po' di tempo.
È il caso delle revisioni dei veicoli in scadenza entro il 31 luglio che, sulla base del decreto "Cura Italia", sono state rinviate al prossimo ottobre.
Una misura di sostegno che potrebbe però creare delle criticità: secondo Giorgio Saverio Casalino, Country Operation Manager di Dekra Italia, oltre a un naturale problema di sicurezza, la sospensione delle revisioni per un così lungo periodo potrebbe causare non poche difficoltà agli operatori addetti (circa 9000, con impatto economico da 3 miliardi di euro) e un surplus ingestibile di lavoro nel mese di ottobre (con circa 8 milioni di revisioni previste). Sarebbe quindi auspicabile, per Casalino, una sospensione fino ad agosto 2020 che preveda, a seguire, uno scaglionamento nel corso dei mesi successivi.
La Fase 2 vedrà probabilmente un aumento del traffico veicolare, ridotto al minimo durante il lockdown.
In questi giorni, anche in relazione a un naturale aumento della salubrità dell'aria, si è molto discusso dell'inquinamento e del suo legame con il mondo dei trasporti.
Con Stefano Laporta, Presidente di Ispra, abbiamo discusso dei dati offerti dall'ultimo dossier dedicato che ha svelato come, dal 1990 ai giorni nostri, le emissioni di gas serra siano generalmente calate del 17%. Stringendo il cerchio sul trasporto stradale, negli ultimi anni le percentuali di particolato (già esigue per il settore) sono arrivate a un -70%, grazie a motorizzazioni tradizionali e non più sostenibili, e anche l'emissione di Nox ha avuto una, seppur minore, flessione. Nel periodo poi di febbraio-marzo 2020, con lo stop indotto dal Coronavirus, alcuni inquinanti hanno avuto una riduzione, altri sono rimasti stabili. A riprova del fatto che forse non è la mobilità veicolare l'unica causa dell'inquinamento

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