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Episodio 60. I Carabinieri nella lotta alle altre forme di criminalità organizzata

17:29
 
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Care amiche, cari amici, con questa puntata abbiamo pensato di introdurre alcuni elementi della storia dei Carabinieri orientati verso il servizio di polizia giudiziaria, un servizio che nella storia interna è poco raccontato ma che, a nostro giudizio, merita invece una certa attenzione, facendo emergere aspetti più propriamente riconducibili a quel ruolo che i Carabinieri svolgono da sempre: la polizia preventiva e la polizia giudiziaria.

Dunque il tema dell'episodio è dedicato all'azione di contrasto dei Carabinieri alle altre forme di criminalità organizzata diverse dalla mafia e, ingiustamente, ritenute minori. In questo caso, si parlerà brevemente del fenomeno dei Mazzoni presente tra la Campania e il Lazio, ma anche si darà cenno all'azione di contrasto alla criminalità presente nell'aversano, nel nolano e in quelle zone limitrofe, per dare qualche indicazione relativa ad un'area che è rimasta ancora oggi tristemente famosa per la forte presenza di una criminalità organizzata e comune piuttosto violenta.

Una seconda parte, questa più breve, dell'episodio è invece dedicata alla criminalità rurale dedita all'abigeato nella zona del foggiano e più precisamente nell'area del Gargano. Tale fenomeno, rilevato tra il 1922 e il 1925, fu contrastato con la creazione di alcune squadriglie e qualche posto fisso con l'obiettivo di controllare meglio le zone impervie e quelle di passaggio allo scopo di impedire il furto dei quadrupedi che si era espanso notevolmente in quel periodo. Sembra che anche in quest'area, l'azione dell'Arma fu piuttosto efficace se il fenomeno all'inizio del 1925 si poteva dire ridimensionato, leggendo le parole dello stesso prefetto di Foggia.

Dunque, secondo i dati raccolti nella ricerca che ha dato vita a questa puntata, vogliamo ricordare qualche aspetto: di fronte alla recrudescenza di alcuni fenomeni criminali, si adottarono modalità d’intervento più “robuste” per eliminare rapidamente i problemi. Sembra, secondo le carte che abbiamo consultato, che i risultati ci furono. Effettivamente i fenomeni furono ridotti considerevolmente con un rientro dei singoli episodi criminali in termini fisiologici.

Non va dimenticato però che tali servizi erano condotti spesso in condizioni difficili, con servizi a largo raggio che significava per i Carabinieri uscire per due/tre giorni di perlustrazione nelle campagne o nelle zone collinari a piedi e con il cibo necessario per una breve sosta, con poco riposo, spesso in posti di fortuna. Si trattava sicuramente di un servizio disagevole che comportava anche dei rischi.

Insomma non era cosa facile ma, sembra anche importante ricordare, che tali servizi furono attivati anche in un periodo, sia pur di poco, precedente l’arrivo dei fascisti al governo, sebbene poi furono questi a rivendicarne per se stessi i meriti.

Ecco, abbiamo voluto dare un’idea, qualche considerazione utile per comprendere come fosse il servizio nei Carabinieri nella metà degli anni Venti in zone apparentemente tranquilli o se si vuole meno famose della Sicilia del prefetto Mori ma non per questo meno pericolose.

Dunque siamo arrivati alla fine. Se non siete ancora iscritti alla nostra newsletter, fatelo subito per ricevere tante info sui progetti avviati, su quelli conclusi e su quello che ci piacerebbe ancora fare.

Nel frattempo, vi chiediamo di premiare il podcast con le stelline su #Spotify. In questo caso, è sufficiente andare sulla pagina del podcast e cliccare sulle stelline, valutando lo show. Non siate timidi!

Grazie e a presto!

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Dunque il tema dell'episodio è dedicato all'azione di contrasto dei Carabinieri alle altre forme di criminalità organizzata diverse dalla mafia e, ingiustamente, ritenute minori. In questo caso, si parlerà brevemente del fenomeno dei Mazzoni presente tra la Campania e il Lazio, ma anche si darà cenno all'azione di contrasto alla criminalità presente nell'aversano, nel nolano e in quelle zone limitrofe, per dare qualche indicazione relativa ad un'area che è rimasta ancora oggi tristemente famosa per la forte presenza di una criminalità organizzata e comune piuttosto violenta.

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Dunque, secondo i dati raccolti nella ricerca che ha dato vita a questa puntata, vogliamo ricordare qualche aspetto: di fronte alla recrudescenza di alcuni fenomeni criminali, si adottarono modalità d’intervento più “robuste” per eliminare rapidamente i problemi. Sembra, secondo le carte che abbiamo consultato, che i risultati ci furono. Effettivamente i fenomeni furono ridotti considerevolmente con un rientro dei singoli episodi criminali in termini fisiologici.

Non va dimenticato però che tali servizi erano condotti spesso in condizioni difficili, con servizi a largo raggio che significava per i Carabinieri uscire per due/tre giorni di perlustrazione nelle campagne o nelle zone collinari a piedi e con il cibo necessario per una breve sosta, con poco riposo, spesso in posti di fortuna. Si trattava sicuramente di un servizio disagevole che comportava anche dei rischi.

Insomma non era cosa facile ma, sembra anche importante ricordare, che tali servizi furono attivati anche in un periodo, sia pur di poco, precedente l’arrivo dei fascisti al governo, sebbene poi furono questi a rivendicarne per se stessi i meriti.

Ecco, abbiamo voluto dare un’idea, qualche considerazione utile per comprendere come fosse il servizio nei Carabinieri nella metà degli anni Venti in zone apparentemente tranquilli o se si vuole meno famose della Sicilia del prefetto Mori ma non per questo meno pericolose.

Dunque siamo arrivati alla fine. Se non siete ancora iscritti alla nostra newsletter, fatelo subito per ricevere tante info sui progetti avviati, su quelli conclusi e su quello che ci piacerebbe ancora fare.

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