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3' grezzi Ep. 680 Ingresso vietato ai turisti

3:00
 
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Un locale dove i turisti non sono graditi, non in quanto turisti ma perché è un locale dove si parla solo ed esclusivamente in giapponese. Un locale che non vuole perdere la propria essenza, dove chi entra deve conoscere non solo la lingua ma anche tutte le regole (scritte e non scritte) di come ci si comporta in Giappone. Tanto di cappello per chi non vende anima e tradizioni per due soldi. Quando l'ho visto il mio primo pensiero è stato, che bello se anche nella mia città ci fossero posti così!
TRASCRIZIONE [ENG translation below]
Questa è la mia seconda volta in Giappone. La prima volta venni in Giappone una decina d'anni fa. Ho notato che il posto è molto cambiato, non il posto in sé, ma sono cambiati i flussi turistici.
Quando venni la prima volta in Giappone non dico che io fossi l'unica turista, però si vedevano veramente pochi, pochi, pochi, pochi turisti, giusto a Tokyo qualcuno, invece adesso in alcuni posti, soprattutto quelli più turistici, sembra di essere quasi a Venezia, avete presente? Centinaia di persone che seguono quello con la bandiera davanti, le guide turistiche e soprattutto, ahimè, un sacco di italiani. Si sentono le parlate e si vede questi qua che sono sempre preoccupati. oddio, dove ci troviamo se ci perdiamo? Ah, ma dove è questa? Ma dove è quest'altra? Ma dove siete finiti? Ah, ma dobbiamo stare insieme, non andate via, non staccatevi dal gruppo. Ecco, questi sono i problemi dei turisti italiani che ho incrociato.
Pensavo fosse una mia impressione, quindi sono andata un po' a cercarmi le percentuali, effettivamente negli ultimi dieci anni c'è stato un aumento vertiginoso nel numero di turisti arrivati in ingresso in Giappone, tanto che il governo ha deciso di mettere un limite perché il Giappone è un arcipelago, un arcipelago di isole non solo, ma ha un ecosistema molto particolare è soggetto a un sacco di problemi di natura, terremoto maremoto eccetera tant'è che tutti i luoghi pubblici, non so le case private ma tutti tutti tutti tutti tutti i luoghi pubblici, hanno l'allarme, un sistema di allarme: c'è una grande sirena rossa, vicino c'è un altoparlante, immagino che in caso di disastro vengano date indicazioni su quello che si deve fare, e anche un po' sparse in giro per la città, ci sono delle indicazioni per i turisti, cosa fare in caso di disastro.
Oggi, mentre passeggiavo ho visto un cartello che mi è piaciuto molto, un cartello che diceva, "non sono" (era un ristorante anche molto bello, sembrava da fuori) e c'era scritto: l'ingresso è riservato solo ai giapponesi, non si servono i turisti, si fa eccezione solo per per i turisti che vengono raccomandati da persone giapponesi e qui dentro si parla solo ed esclusivamente giapponese.
Ecco, tanto di cappello è un cartello che mi ha fatto piacere perché mi ha fatto capire che, a differenza dell'Italia, a differenza di Cagliari, la mia città che conosco molto bene, qui si cerca di mantenere la caratteristica che rende il posto tale. Non ci si vuole asservire ai fantomatici turisti e le persone che abitano qua continuano a fare i fatti loro, i cavoli loro, senza preoccuparsi. Ecco. Tanto di cappello. Bravi, continuate così.
TRANSLATION
This is my second time in Japan. I first came to Japan about ten years ago. I noticed that the place has changed a lot, not the place itself, but the tourist flows have changed.
When I first came to Japan, I'm not saying that I was the only tourist, however, you could see really few, few, few tourists, just in Tokyo a few, instead now in some places, especially the more touristy ones, it almost feels like Venice, you know? Hundreds of people following the one with the flag in front, the tour guides and especially, alas, a lot of Italians. You can hear the talk and you can see these guys who are always worried. Oh dear, where do we meet if we get lost? Ah, but where is this person? But where is this other one? But where did you go? Ah, we have to stay together, don't go away, don't break away from the group. Here, these are the problems of the Italian tourists I crossed paths with.
I thought it was my impression, so I went a to look up the percentages, actually in the last ten years there has been a dramatic increase in the number of tourists coming into Japan, so much so that the government decided to put a limit because Japan is an archipelago, an archipelago of islands not only, but it has a very particular ecosystem is subject to a lot of problems of nature, earthquake tidal wave and so on so much so that all public places, I don't know private homes but all all all all public places, have alarm, an alarm system: there is a big red siren, nearby there is a loudspeaker, I guess in case of disaster directions are given on what to do, and also a little bit scattered around the city, there are directions for tourists, what to do in case of disaster.
Today while I was walking around I saw a sign that I really liked, a sign that said, "we aren't" (it was a very nice restaurant, it looked very nice from the outside) and it said: the entrance is only for Japanese people, no tourists are served, exceptions are made only for tourists who are recommended by Japanese people, and only and exclusively Japanese is spoken in here.
Here, hats off is a sign that made me happy because it made me realise that, unlike Italy, unlike Cagliari, my city that I know very well, here they try to maintain the characteristics that make the place what it is. They do not want to enslave to the phantom tourists, and the people who live here continue to mind their own business, their own business, without caring. Here. My hat is off to you. Well done, keep up the good work.
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Un locale dove i turisti non sono graditi, non in quanto turisti ma perché è un locale dove si parla solo ed esclusivamente in giapponese. Un locale che non vuole perdere la propria essenza, dove chi entra deve conoscere non solo la lingua ma anche tutte le regole (scritte e non scritte) di come ci si comporta in Giappone. Tanto di cappello per chi non vende anima e tradizioni per due soldi. Quando l'ho visto il mio primo pensiero è stato, che bello se anche nella mia città ci fossero posti così!
TRASCRIZIONE [ENG translation below]
Questa è la mia seconda volta in Giappone. La prima volta venni in Giappone una decina d'anni fa. Ho notato che il posto è molto cambiato, non il posto in sé, ma sono cambiati i flussi turistici.
Quando venni la prima volta in Giappone non dico che io fossi l'unica turista, però si vedevano veramente pochi, pochi, pochi, pochi turisti, giusto a Tokyo qualcuno, invece adesso in alcuni posti, soprattutto quelli più turistici, sembra di essere quasi a Venezia, avete presente? Centinaia di persone che seguono quello con la bandiera davanti, le guide turistiche e soprattutto, ahimè, un sacco di italiani. Si sentono le parlate e si vede questi qua che sono sempre preoccupati. oddio, dove ci troviamo se ci perdiamo? Ah, ma dove è questa? Ma dove è quest'altra? Ma dove siete finiti? Ah, ma dobbiamo stare insieme, non andate via, non staccatevi dal gruppo. Ecco, questi sono i problemi dei turisti italiani che ho incrociato.
Pensavo fosse una mia impressione, quindi sono andata un po' a cercarmi le percentuali, effettivamente negli ultimi dieci anni c'è stato un aumento vertiginoso nel numero di turisti arrivati in ingresso in Giappone, tanto che il governo ha deciso di mettere un limite perché il Giappone è un arcipelago, un arcipelago di isole non solo, ma ha un ecosistema molto particolare è soggetto a un sacco di problemi di natura, terremoto maremoto eccetera tant'è che tutti i luoghi pubblici, non so le case private ma tutti tutti tutti tutti tutti i luoghi pubblici, hanno l'allarme, un sistema di allarme: c'è una grande sirena rossa, vicino c'è un altoparlante, immagino che in caso di disastro vengano date indicazioni su quello che si deve fare, e anche un po' sparse in giro per la città, ci sono delle indicazioni per i turisti, cosa fare in caso di disastro.
Oggi, mentre passeggiavo ho visto un cartello che mi è piaciuto molto, un cartello che diceva, "non sono" (era un ristorante anche molto bello, sembrava da fuori) e c'era scritto: l'ingresso è riservato solo ai giapponesi, non si servono i turisti, si fa eccezione solo per per i turisti che vengono raccomandati da persone giapponesi e qui dentro si parla solo ed esclusivamente giapponese.
Ecco, tanto di cappello è un cartello che mi ha fatto piacere perché mi ha fatto capire che, a differenza dell'Italia, a differenza di Cagliari, la mia città che conosco molto bene, qui si cerca di mantenere la caratteristica che rende il posto tale. Non ci si vuole asservire ai fantomatici turisti e le persone che abitano qua continuano a fare i fatti loro, i cavoli loro, senza preoccuparsi. Ecco. Tanto di cappello. Bravi, continuate così.
TRANSLATION
This is my second time in Japan. I first came to Japan about ten years ago. I noticed that the place has changed a lot, not the place itself, but the tourist flows have changed.
When I first came to Japan, I'm not saying that I was the only tourist, however, you could see really few, few, few tourists, just in Tokyo a few, instead now in some places, especially the more touristy ones, it almost feels like Venice, you know? Hundreds of people following the one with the flag in front, the tour guides and especially, alas, a lot of Italians. You can hear the talk and you can see these guys who are always worried. Oh dear, where do we meet if we get lost? Ah, but where is this person? But where is this other one? But where did you go? Ah, we have to stay together, don't go away, don't break away from the group. Here, these are the problems of the Italian tourists I crossed paths with.
I thought it was my impression, so I went a to look up the percentages, actually in the last ten years there has been a dramatic increase in the number of tourists coming into Japan, so much so that the government decided to put a limit because Japan is an archipelago, an archipelago of islands not only, but it has a very particular ecosystem is subject to a lot of problems of nature, earthquake tidal wave and so on so much so that all public places, I don't know private homes but all all all all public places, have alarm, an alarm system: there is a big red siren, nearby there is a loudspeaker, I guess in case of disaster directions are given on what to do, and also a little bit scattered around the city, there are directions for tourists, what to do in case of disaster.
Today while I was walking around I saw a sign that I really liked, a sign that said, "we aren't" (it was a very nice restaurant, it looked very nice from the outside) and it said: the entrance is only for Japanese people, no tourists are served, exceptions are made only for tourists who are recommended by Japanese people, and only and exclusively Japanese is spoken in here.
Here, hats off is a sign that made me happy because it made me realise that, unlike Italy, unlike Cagliari, my city that I know very well, here they try to maintain the characteristics that make the place what it is. They do not want to enslave to the phantom tourists, and the people who live here continue to mind their own business, their own business, without caring. Here. My hat is off to you. Well done, keep up the good work.
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