J-TACTICS - Le vite degli altri (S04 E12)

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Il titolo della dodicesima puntata della quarta stagione di J-TACTICS, trae spunto da​ "Le vite degli altri", ( Das Leben der Anderen) che è un film del 2006 opera prima del regista F.H. Von Donnersmarck.
Siamo nella Berlino Est del 1984, il muro ancora divide la Germania, la DDR (Repubblica Democratica Tedesca) continua ad essere sotto l'influenza dell'Unione Sovietica e la Stasi, controlla ossessivamente le attività dei propri concittadini, in modo da poter impedire ogni forma di dissenso.
Geog Dreyman scrittore teatrale e la sua compagna Christa-Maria Sieland, famosa attrice di teatro, sono considerati dalla DDR tra i più importanti intellettuali del regime comunista e sono tenuti in grande considerazione, malgrado in cuor loro, non siano sempre in linea con le idee del partito di unità socialista di cui fanno parte.
Un giorno, il nuovo ministro della cultura Bruno Hempf, durante uno spettacolo posa gli occhi sulla bella attrice e vieta ad Albert Jerska, amico di Dreyman e regista delle sue opere, di continuare con il suo lavoro a causa delle divergenti idee politiche.
La sera stessa parla con il tenente colonnello Grubitz, il quale chiede a Gerd Wiesler, professore universitario e valoroso agente della Stasi, di mettere sotto controllo Dreyman.
Viene organizzata così una squadra che, dovrà installare a casa della coppia, l’apparecchiatura necessaria per sorvegliare Dreyman: microfoni, ricetrasmittenti e telecamere.
Allestita una postazione d’ascolto, ogni loro discorso, situazione e spostamento verrà trascritto 24 ore su 24.
Intanto il ministro Hempf costringe la bella Christa a concedersi ai suoi capricci in cambio di una luminosa carriera teatrale.
Dreyman viene sconvolto dal suicidio dell’amico regista e dissidente politico Jerska e come se non bastasse, scopre il tradimento-violenza della moglie.
Decide così di iniziare un’anonima campagna di denuncia al regime scrivendo un articolo sull'alta e anomala percentuale di suicidi nella DDR.
Con l’aiuto di un amico ed un giornalista, l'articolo verrà pubblicato su una rivista importante della Germania Ovest.
Lo scrittore non sospetta di essere in realtà ascoltato giorno e notte.
Wiesler è una persona sola e ligia al dovere, che rimane affascinata dallo spirito libero e dalle relazioni sentimentali, d'amore e d'amicizia della coppia di artisti e pian piano si sottrae all'incarico di trovare materiale compromettente, e anzi non fa nulla per ostacolare Dreyman dai suoi intenti.
Wiesler infatti lo proteggerà indirettamente, cercando di insabbiare l'intrigo il più a lungo possibile.
Anche nelle persone più ossequiose e dedite al lavoro può germogliare un risveglio della coscienza, e gli eventi possono prendere strade imprevedibili.
Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare l'ipotesi di reato di falso in bilancio, dichiarazioni false in Borsa e fatture fittizie a carico di Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici e altri dirigenti.
La cd. Inchiesta "Prisma" della Procura di Torino contro la Juventus.
Così come nella pellicola da cui trae spunto l'odierna puntata di J-TACTICS, il mezzo usato in maniera non proprio ortodossa e corretta o forse oseremo dire spregiudicata, è l'intercettazione.
Come i coniugi protagonisti del film di Von Donnersmarck, anche due alti dirigenti bianconeri risultano essere oggetto di una sorta di voyeurismo a senso unico, non in questo caso della celeberrima STASI, bensì di una procura, quella di Torino che da anni pare avere un feticcio, la Juventus ed i suoi dirigenti.
Ecco che allora, a far scattare l'interesse dei PM di Torino è stata proprio l'intercettazione fra Gabasio e Cherubini in cui l'avvocato risponde così al ds il 23 settembre 2021, intercettato dalla guardia di Finanza:
"Ti dico solo questo: ho fatto un discorso col pres (verosimilmente Agnelli). Gli ho detto che io non arriverei a fare la causa contro di loro. Fede, ti spiego solo perché noi abbiamo quella carta lì che tecnicamente non deve esistere. Se salta fuori ci saltano tutti alla gola sui bilanci…i revisori e tutti…poi magari dobbiamo fare una transazione finta…"
Non poteva allora mancare l'iscrizione nel registro degli indagati per l'avvocato Cesare Gabasio che è il protagonista di una delle intercettazioni più importanti secondo gli zelanti inquirenti, quella che rigurada la celeberrima "carta privata" sottoscritta pare dalla Juve e Cristiano Ronaldo.
Appurato dalle ineffabili "volpi" della
procura sabauda che il filone "plusvalenze" sarebbe, visti i precedenti giurisprudenziali di Inter e Milan nel 2008, naufragato con un nulla di fatto, l'attenzione degli ineffabili inquirenti negli ultimi giorni sembra essersi spostata appunto sulla ricerca della "Carta Ronaldo".
Documento privato di cui però nessuno sa esattamente di cosa si tratta, in primis paradossalmente gli inquirenti.
Una domanda sorge quindi spontanea, e se alla fine dei giochi la "carta Ronaldo" non si trovasse?
Premettendo che nessuno è a conoscenza del suo contenuto, e che quindi solo nel teorema costruito dagli inquirenti e dai soliti "giornalai", essa consentirebbe di dimostrare un reato o qualche artificio contabile dei dirigenti della Juventus.
Nel caso in cui la carta non salti fuori nelle prossime settimane, allora così come accaduto negli ultimi 20 anni, ultimo esempio il famoso "caso Suarez", l'enorme castello di carte e fantasioso quadro accusatorio che vede, sulle prime pagine dei giornali la Juventus già colpevole e spacciata, si ridurrebbe (tanto per cambiare) al solito chiacchiericcio da bar dove si sbatte il presunto mostro in prima pagina.
E tanto per cambiare il mostro è la squadra Bianconera.
Elevando un po' più il tenore del discorso (si fa per dire) e spostandoci su quello prettamente giuridico, dopo cinque anni dall'approvazione della direttiva europea a tutela della non colpevolezza degli indagati, il bel paese decide di adottare finalmente una legge dal nome altisonante: "sulla presunzione di innocenza".
Così come però spesso accade nel nostro paese gli intenti non sono quasi mai seguiti dai fatti.
Non deve stupire quindi se i principali quotidiani e mezzi d'informazione unanimemente hanno sparato in prima pagina la notizia della perquisizione della sede della Juventus e dell’esistenza di un’indagine condotta dalla procura del capoluogo piemontese che vede indagati gli alti dirigenti juventini ivi compreso il presidente Agnelli, ed ovviamente la stessa società per i reati di falso in bilancio e false fatturazioni.
A poche ore dall'avvio ufficiale dell'indagine alcuni giornali hanno riportato come per "magia", pezzi di intercettazioni addirittura indicando il contenuto di specifici documenti che la procura ricerca e che riguarderebbero l’ex bianconero Ronaldo reo insieme alla Juve di aver siglato un accordo che avrebbe fatto sparire dai bilanci una determinata somma.
Tale comportamento dei mezzi d'informazione è illegale, come lo è al di là delle considerazioni morali, la gogna mediatica che fa macelleria messicana della reputazione e dignità delle persone su cui si sta indagando.
Se l'intera vicenda, come auspichiamo, dovesse concludersi ancora una volta con un nulla di fatto, sarebbe ora che la Juventus nella figura della sua proprietà intervenisse per far cessare, con doverose richieste di risarcimento, la gogna alla quale da troppo tempo è impunemente sottoposta insieme ai suoi milioni di tifosi.
Concludiamo ricordando ai più smemorati che fu proprio il silenzio, il colpevole ed assordante silenzio della società che nel 2006 ci portò dritti in serie B da innocenti permettendo l'aborto giuridico-sportivo denominato "calciopoli".
Sarà nostra gradita ospite l'amica Marialaura Scatena, collaboratrice di “L Football Magazine”, web magazine dedicato al calcio femminile, che quest’anno sarà presenza quasi costante nel podcast.
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