Resistete nella grazia

 
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Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo.Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente. A lui sia la potenza, nei secoli dei secoli. Amen. Per mezzo di Silvano, che considero vostro fedele fratello, vi ho scritto brevemente, esortandovi e attestando che questa è la vera grazia di Dio; in essa state saldi.La chiesa che è in Babilonia, eletta come voi, vi saluta. Anche Marco, mio figlio, vi saluta. Salutatevi gli uni gli altri con un bacio d'amore fraterno.Pace a voi tutti che siete in Cristo. (1 Pietro 5,8-14 - La Bibbia) Indice della serie sulle lettere di Pietro Quando i cristiani sono perseguitati, non devono dimenticare che il loro vero nemico non sono coloro che li perseguitano, ma piuttosto le potenze spirituali che influenzano i loro persecutori. Infatti il loro vero nemico è il diavolo, che va attorno a loro come un leone in cerca di una preda. Pietro utilizza quest'immagine molto forte che serviva a rendere i suoi lettori consci della battaglia spirituale in cui erano coinvolti; essi dovevano resistere rimanendo fermi nella loro fede senza lasciarsi spaventare. Non era affatto facile. Non era facile ribadire la propria fede in Gesù mentre, parenti, amici e concittadini li deridevano e li maltrattavano. Sarebbe stato più facile lasciar perdere tutto e seguire la massa. Pietro incoraggiò i suoi lettori a considerare che non erano soli in quella battaglia, che dovevano considerare che le pressioni a cui erano sottoposti erano le medesime che altri cristiani come loro vivevano. Dio non li stava punendo e certamente non li stava abbandonando, ma avrebbe continuato a prendersi cura di loro. Infatti Dio manifestava la sua grazia verso di loro e ribadiva la loro chiamata ad una gloria eterna. Le sofferenze del tempo presente avrebbero presto lasciato spazio alla gloria futura con Cristo. "Tenete duro, manca poco!", sembra urlare Pietro ai suoi lettori, ben conoscendo le loro angustie. "Tenete duro, la meta è vicina! Il Signore vi perfezionerà, renderà completa la vostra preparazione, vi renderà fermi e stabili in vista dell'incontro con Lui!" Nelle parole di Pietro scorgiamo tutta la passione di una persona che aveva imparato a guardare le cose in prospettiva, confidando in Dio e nelle sue promesse. Avviandosi verso la fine della sua lettera, dopo aver ancora una volta incoraggiato i suoi fratelli che soffrivano in questo mondo, il pensiero di Pietro va proprio verso il Signore che avrebbe sostenuto i cristiani nella loro lotta. I potenti di questo mondo, influenzati dal diavolo, potevano anche fare del male ai cristiani per un tempo, ma il Dio creatore dei cieli e della terra era colui la cui potenza si manifestava nei secoli dei secoli e davanti al quale tutti un giorno si sarebbero piegati! Nel salutare i suoi lettori, a cui aveva scritto questa breve lettera con la collaborazione di Silvano, Pietro ribadì che essi erano nella via giusta. Non dovevano avere dubbi e non dovevano lasciarsi spaventare dai loro persecutori, essi erano nella vera grazia di Dio e in quella grazia dovevano rimanere saldi! Trattandosi di una vera lettera, è normale che si concluda anche con saluti personali da parte di altre comunità e singoli. Qui Pietro porta i saluti da parte di Marco, suo figlio nella fede e da parte della chiesa che era in Babilonia, un probabile velato riferimento a Roma, evitando di citare quest'ultima proprio per proteggere i credenti di Roma nel caso in cui la lettera fosse stata intercettata dai soldati romani. Infatti, nella seconda parte del primo secolo, a Roma, i cristiani stavano, a loro volta, sperimentando la persecuzione.

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