Como tv: vantaggi e difficoltà nel trasformarsi in una media company, con Goffredo D'Onofrio e Riccardo Cambiaghi

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Oggi siamo con Riccardo Cambiaghi, Sales e Marketing Como 1907 e Goffredo d’Onofrio, Director Of Sport Channel Development Europe di Sent Entertainment (proprietaria del Como Calcio).

Como TV è una piattaforma OTT (ovvero over the top – solo online) con un modello freemium (accesso gratuito per tutti). Questa piattaforma è il luogo in cui si vuole raccontare la squadra di calcio con accesso illimitato ma anche la città (bellissima) che ha una serie di sfaccettature che possono essere visti sotto una serie di punti focali. Ma non è solo questo: Como TV produce contenuti esclusivi e si occupa di tutto il processo dalla pre-produzione alla distribuzione.

È quindi un modello ibrido che da un lato ha grande attenzione alla città e alla squadra ma cerca di uscire dal proprio ambito locale e farsi vedere in ambito nazionale. Come? In pre season ha mostrato alcune partite del Liverpool, ora con le partite delle nazionali sudamericani e in futuro con la creazione o l’acquisizione di nuovi format.

Ad oggi, la grande peculiarità di Como TV è che la loro infrastruttura (sia tecnologica, che fisica che di capitale umano) è in grado di reggere l’onda d’urto nazionale.

Abbiamo parlato poi dell’acquisizione dei diritti Conmebol: questa acquisizione mira solo alla crescita della TV in un ambiente complesso, dinamico e popolato o mira anche ad “acquisire” nuovi tifosi/simpatizzanti per il Como Calcio? Se da un lato è importante far conoscere Como e la sua squadra dall’altro è importante crescere come tv. Ovviamente se il tifoso/appassionato che va su Como tv per vedere la sua nazionale scopre altri contenuti ed inizia a simpatizzare per il club tanto meglio; vince il produttore di contenuti ma anche il reparto commerciale perché il proprio accordo esce dalla città.

Detto ciò il processo non è automatico bensì frutto di un grandissimo lavoro: c’è bisogno di advertising, di fare lead, di fare retention e di creare awareness. Per far funzionare tutto il punto fondamentale è l’organizzazione; non porti avanti un progetto del genere se non hai collaborazione di tutti. Bisogna essere e mettersi nei panni dell’altro. Comprendere che c’è una squadra in campo e un’altra squadra fuori. Rimanere uniti, con atteggiamento di mutuo soccorso nel caso di problemi ti fa superare ogni difficoltà. Un gruppo di lavoro che ha voglia di fare e ascolta in modo proattivo fa tutta la differenza del mondo. Un esperimento editoriale è un organismo vivente e ed ha molti organi che sono differenti tra loro e funzionano in modo diverso. Il lavoro iniziale, di base, è formalizzare tutta una serie di routine e processi per essere pronti in qualsiasi evenienza, indicando anche i referenti owner dei vari processi, imprevisti e situazioni.

Infine, quali sono gli elementi chiave per creare una piattaforma proprietaria in un club? Goffredo ci dice la sua: accesso completo, persone e contenuti. L’accesso a tutti gli asset societari fa davvero la differenza nella creazione di una propria tv. La ricettività e disponibilità dell’area sport è chiave. Ovviamente l’investimento tecnologico (piattaforma agile, mobile first, responsive) e le persone (professionisti con competenze che hanno voglia di condividere la visione) sono poi gli elementi in grado di chiudere il cerchio e produrre contenuti di altissima qualità.

Lato marketing, avere questo asset a disposizione, ha cambiato il modo di pensare. Il fatto di potersi approcciare con aziende e potenziali sponsor con contenuti di altissimo livello fa di sicuro la differenza, è sinonimo di qualità. Anche nell’organizzare degli eventi fisici e digitali non si pensa più in via autoreferenziale ma si pensa in funzione di cosa ti può dare la piattaforma, di come può essere d’aiuto e quindi come va impostato tutto il lavoro (tempi tecnici, lavoro dietro la quinte, ecc).

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