Strade e Motori del giorno 11/04/2020: La crisi dei dealers e la cura tedesca

 
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Il Coronavirus ha indirettamente contagiato tutti.
Ma ci sono soggetti per cui la "malattia", nella sua seconda veste di danno economico e sociale, potrebbe rivelarsi davvero grave.
È il caso, se si pensa al mondo dell'automotive, dei dealers.
Con Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, l'associazione che raggruppa i concessionari italiani, abbiamo discusso dell'attuale fermo e della prossima ripartenza.
Come sappiamo, il lockdown come misura di sicurezza per arginare il contagio dal punto di vista sanitario ha costretto alla chiusura le concessionarie, attualmente impegnate solo nelle attività - con più costi che ricavi - di officina e assistenza d'emergenza. Ma a un comparto, quale quello dei dealers dell'auto, in cui basta una piccola e fisiologica oscillazione nelle immatricolazioni a creare qualche difficoltà, lo tsunami dovuto al Covid-19 potrebbe costare davvero caro.
Per questo, secondo Cosentino, oltre alle buone misure per la liquidità delle aziende, c'è ora bisogno di pensare ad azioni che, al momento della ripartenza, incentivino all'acquisto di un'auto: estensione dell'ecobonus e adeguamento della fiscalità sulle auto aziendali in primis.
La conta delle "auto perdute" a causa del Coronavirus la fanno, ovviamente, anche le case costruttrici.
Il presidente di Mercedes Benz Italia, Radek Jelinek, ci racconta di una situazione difficile per tutti, affrontata però con determinazione e speranza in cui anche le attività di solidarietà - come la riconversione del sito di Stoccarda, impegnato nella produzione di strumenti medicali, e di altri poli del brand – rientrano nella prospettiva di un giusto approccio.
E, secondo il numero uno di Mercedes Benz Italia, nemmeno la corsa all'elettrificazione si fermerà, nonostante la crisi. Per Jelinek, infatti, non saranno solo gli stringenti limiti imposti dall'Europa a orientare il mercato del futuro prossimo, ma anche la richiesta sempre maggiore di sostenibilità avanzata dagli automobilisti che, anche a causa della pandemia, desiderano un'Europa più salubre e meno inquinata.

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