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Episode 9: # Il Corpo e le Sue Storie - Non è vero ciè che è vero

4:27
 
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# 8 Non è vero ciò che è vero Non è vero ciò che è vero ma è vero ciò che è creduto essere vero. Forse questo è l’insegnamento principale che ci danno le scienze sociali mettendoci in guardia sulla capacità degli individui di costruire delle realtà, che non necessariamente hanno un corrispettivo oggettivo. La nostra esperienza del mondo è sempre influenzata dalle nostre percezioni, emozioni, dalle esperienze passate, dalla cultura e dal contesto sociale. Se accettiamo l’unicità dell’individuo, per cui nessun individuo è uguale ad un altro, dobbiamo accettare anche l’esistenza di tante realtà quante sono gli individui. La capacità dell’uomo di costruire una propria realtà è alla base di quello straordinario processo creativo che ha permesso all’umanità di andare oltre i confini della natura e di costruire delle dimensioni parallele. La massima rappresentazione odierna di questa capacità è rappresentata dall’intelligenza artificiale e dalla realtà virtuale: due strumenti che si trovano nella fase iniziale del loro sviluppo ma che fanno già discutere e riflettere. Ultimo in ordine di tempo è il dibattito su Bold Glamour il nuovo filtro di TikTok basato sull’intelligenza artificiale. Esso rappresenta l’evoluzione più avanzata dei filtri. E porta a un livello successivo una storia iniziata nel 2012, anno in cui i filtri diventano alla portata di tutti, grazie a Instagram. La funzione di Instagram consentiva agli utenti di migliorare le loro foto aggiungendo una leggera luminosità e saturazione. Un piccolo escamotage tecnico che oggi farebbe sorridere e che ben presto è stato sostituito da nuovi e più sofisticati filtri, capaci di intervenire in maniera radicale sulla immagine del volto e del corpo degli utenti. Fino all’avvento di Bold Glamour i filtri, per quanto sofisticati, non erano in grado di coprire completamente l’inganno. In un modo o nell’altro rimanevano degli elementi che in filigrana facevano intravedere la verità, il vero volto di chi si prestava al gioco del filtro. Si guardava l’immagine artefatta e si potevano notare alcuni elementi - ad esempio una sovrapposizione non esattamente allineata, o delle parti del volto che risultavano sgranate, oppure delle espressioni troppo artificiali, poco umane, ecc. - Bold Glamour, invece, utilizzando l’intelligenza artificiale riesce a coprire quasi completamente l’inganno tanto che non è più possibile distinguere la realtà dalla costruzione digitale. Qualcuno potrebbe derubricare questa nuova moda a un semplice gioco o passatempo. In realtà, l’utilizzo continuativo dei filtri e questi nuovi livelli di tecnologia raggiunti devono far riflettere sugli effetti che si stanno determinando sui giovanissimi. Una frequente alterazione della propria immagine, infatti, porta con sé tutta una serie di problematiche. Tra cui: Problemi di autostima: i filtri possono creare aspettative irrealistiche di come dovrebbe apparire il proprio volto e la propria immagine. Ciò può portare i giovani a sentirsi insicuri e insoddisfatti del proprio aspetto naturale. Inoltre, i filtri possono indurre a confrontarsi con delle immagini ideali e perfette, che sembrano veritiere, che circolano sui social media, creando un'ansia da prestazione e un senso di inadeguatezza. Ci sono poi i problemi di identità: l'uso eccessivo di filtri può portare i giovani a perdere la connessione con la propria identità. I filtri possono alterare così tanto l'aspetto di una persona che diventa difficile per loro accettare il proprio aspetto naturale. Ciò può portare a una confusione dell'identità e a una perdita di senso di sé. Tra mondo digitale e mondo reale, tra realtà percepita e realtà costruita, tra oggettività e soggettività siamo oramai giunti a un punto di svolta. Il mondo digitale, non si limita più a mescolarsi con la quotidianità ma la influenza sempre più, fino quasi a volerla sostituire. È arrivato il momento di approfondire questa nuova dimensione esistenziale e di costruire un nuovo umanesimo digitale, in cui gli elementi fondanti dell’essere umano trovano una loro esaltazione e non una loro sostituzione nel mondo digitale.
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# 8 Non è vero ciò che è vero Non è vero ciò che è vero ma è vero ciò che è creduto essere vero. Forse questo è l’insegnamento principale che ci danno le scienze sociali mettendoci in guardia sulla capacità degli individui di costruire delle realtà, che non necessariamente hanno un corrispettivo oggettivo. La nostra esperienza del mondo è sempre influenzata dalle nostre percezioni, emozioni, dalle esperienze passate, dalla cultura e dal contesto sociale. Se accettiamo l’unicità dell’individuo, per cui nessun individuo è uguale ad un altro, dobbiamo accettare anche l’esistenza di tante realtà quante sono gli individui. La capacità dell’uomo di costruire una propria realtà è alla base di quello straordinario processo creativo che ha permesso all’umanità di andare oltre i confini della natura e di costruire delle dimensioni parallele. La massima rappresentazione odierna di questa capacità è rappresentata dall’intelligenza artificiale e dalla realtà virtuale: due strumenti che si trovano nella fase iniziale del loro sviluppo ma che fanno già discutere e riflettere. Ultimo in ordine di tempo è il dibattito su Bold Glamour il nuovo filtro di TikTok basato sull’intelligenza artificiale. Esso rappresenta l’evoluzione più avanzata dei filtri. E porta a un livello successivo una storia iniziata nel 2012, anno in cui i filtri diventano alla portata di tutti, grazie a Instagram. La funzione di Instagram consentiva agli utenti di migliorare le loro foto aggiungendo una leggera luminosità e saturazione. Un piccolo escamotage tecnico che oggi farebbe sorridere e che ben presto è stato sostituito da nuovi e più sofisticati filtri, capaci di intervenire in maniera radicale sulla immagine del volto e del corpo degli utenti. Fino all’avvento di Bold Glamour i filtri, per quanto sofisticati, non erano in grado di coprire completamente l’inganno. In un modo o nell’altro rimanevano degli elementi che in filigrana facevano intravedere la verità, il vero volto di chi si prestava al gioco del filtro. Si guardava l’immagine artefatta e si potevano notare alcuni elementi - ad esempio una sovrapposizione non esattamente allineata, o delle parti del volto che risultavano sgranate, oppure delle espressioni troppo artificiali, poco umane, ecc. - Bold Glamour, invece, utilizzando l’intelligenza artificiale riesce a coprire quasi completamente l’inganno tanto che non è più possibile distinguere la realtà dalla costruzione digitale. Qualcuno potrebbe derubricare questa nuova moda a un semplice gioco o passatempo. In realtà, l’utilizzo continuativo dei filtri e questi nuovi livelli di tecnologia raggiunti devono far riflettere sugli effetti che si stanno determinando sui giovanissimi. Una frequente alterazione della propria immagine, infatti, porta con sé tutta una serie di problematiche. Tra cui: Problemi di autostima: i filtri possono creare aspettative irrealistiche di come dovrebbe apparire il proprio volto e la propria immagine. Ciò può portare i giovani a sentirsi insicuri e insoddisfatti del proprio aspetto naturale. Inoltre, i filtri possono indurre a confrontarsi con delle immagini ideali e perfette, che sembrano veritiere, che circolano sui social media, creando un'ansia da prestazione e un senso di inadeguatezza. Ci sono poi i problemi di identità: l'uso eccessivo di filtri può portare i giovani a perdere la connessione con la propria identità. I filtri possono alterare così tanto l'aspetto di una persona che diventa difficile per loro accettare il proprio aspetto naturale. Ciò può portare a una confusione dell'identità e a una perdita di senso di sé. Tra mondo digitale e mondo reale, tra realtà percepita e realtà costruita, tra oggettività e soggettività siamo oramai giunti a un punto di svolta. Il mondo digitale, non si limita più a mescolarsi con la quotidianità ma la influenza sempre più, fino quasi a volerla sostituire. È arrivato il momento di approfondire questa nuova dimensione esistenziale e di costruire un nuovo umanesimo digitale, in cui gli elementi fondanti dell’essere umano trovano una loro esaltazione e non una loro sostituzione nel mondo digitale.
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