Vmbra Imperii – Lib. XVII “Caesaria ad Mare”

 
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“Percrebuerat Oriente toto vetus et constans opinio, esse in fatis ut eo tempore Iudaea profecti rerum potirentur.”

“In tutto l’Oriente era diffusa l’antica e costante opinione che, come predetto a quel tempo, uomini provenienti dalla Giudea conquistassero il mondo.”

[Svetonio, “De Vita Caesarum”, Lib. VIII, IV]

I custodes sono imbarcati sulla Pax, una trireme sotto il comando del capitano Antoninus Cassius Dio e che fa parte di una piccola flottiglia di 10 imbarcazioni: altre cinque triremi (per un totale di sei), due quadriremi e due navi actuarie (navi da trasporto). La flotta ha il compito di trasportare, in una ventina di giorni, i custodes in Giudea insieme a dieci centurie di rinforzo per le guarnigioni locali.

Ai membri della Legio Auxiliaria Arcana è stato riservato uno spazio sotto coperta dove trovano alcuni elementi utili per la loro missione che sembra profilarsi sostanzialmente come un’indagine sulla presenza ed attività di gruppi di zeloti nei pressi di Aelia Capitolina, la città sorta sulle rovine dell’antica Gerusalemme, e sulle strane apparizioni che recentemente hanno iniziato ad esserci nei pressi del Golgota, la collina appena fuori dalle mura di Aelia Capitolina su cui si eseguono le condanne capitali. Infine sarà anche compito dei custodes cercare informazioni e, possibilmente, recuperare la lancia di Longino, una reliquia preziosa per i cristiani in quanto sarebbe la lancia che trafisse il costato del Cristo crocifisso.

Per tenerli impegnati durante il lungo viaggio la Magistra Lucilla ha fornito al contubernio abbondanti letture: i rapporti della guarnigione cittadina sul Golgota, che parlano di strane nebbie che si innalzano la sera e di grida e litanie che possono essere udite durante la notte, alcuni rapporti sulla scomparsa di cittadini diventata recentemente più frequente e i testi religiosi di ebrei e cristiani, come Bibbia e Vangelo, più alcuni altri non riconosciuti, come “Gli atti di Pilato”.

La navigazione sembra procedere senza particolari problemi quando una tempesta non eccessivamente intensa si abbatte sulla flottiglia mandandola fuori rotta, i custodes ne approfittano quindi per interrompere la loro routine di studi e noia per dare una mano agli equipaggi a ritrovare l’orientamento, cosa che riesce abbastanza celermente, l’imprevisto comporterà un ritardo di soli quattro giorni rispetto al previsto.

Le giornate di navigazione tornano quindi a scorrere lente, cadenzate dal moto ondoso del Mare Nostrum. Prima dell’arrivo al porto di Caesaria ad Mare, Al Sahlahin officia un rituale di speculum di chiaroveggenza per scoprire l’ubicazione della lancia di Longino, nella ciotola d’acqua davanti a sé, l’augure, vede le caratteristiche forme e geometria di una tipica colonia romana con vicino delle rovine, vede una collina di terra brulla a cui piedi si trova una grotta sorvegliata da uomini vestiti con tuniche nere che ricordano vesti sacerdotali ebraiche.

Alle Idi di Aprile (13 Aprile) i custodes sbarcano a Caesaria ad Mare dove vengono accolti dal Procurator Augusti Tiberius Fabianus Armatus che, dopo alcuni convenevoli, li mette al corrente che sono già pronti dei cavalli con cui raggiungere la loro destinazione finale: Aelia Capitolina. I custodes vengono quindi messi al corrente della presenza di un predicatore che risponde al nome di Rabbi Simon che è tenuto d’occhio per i suoi discorsi potenzialmente sovversivi e ricevono la conferma che la visione avuta dall’augure si riferiva ad Aelia Capitolina.

Il contubernio prende i cavalli, con grande scorno di Vetius che avrebbe voluto andare a dorso di cammello, e si dirige verso la propria meta finale. Dopo due giorni di viaggio, nel primo pomeriggio del giorno a.d. XVII Kalendas Maius (17 giorni prima delle Calende di Maggio, ovvero il 15 Aprile), il gruppo arriva ad Aelia Capitolina dove vengono accolti dal Procurator Augusti Appius Cornelius Doricus.

Ave atque vale!

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