Vmbra Imperii – Lib. XXVI “Dies Romana”

 
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“Ita solus potitus imperio Romulus, condita urbs conditoris nomine appellata.”

“Così Romolo prese da solo il potere e la città appena fondata prese il nome del suo fondatore.”

[T. Livio, “Ab Urbe Condita”, Lib. I, 7]

Roma ha nuovamente vinto, i suoi inviati sono riusciti ad eliminare la minaccia rappresentata dal predicatore Iacob e ad arrestare tutti coloro che erano stati coinvolti, per farlo è stato necessario venire a patti con il demone Azazel, ma è stato un male necessario e probabilmente non è stato proprio un male dato che gli Dei dell’Urbe hanno continuato a vegliare sui custodes garantendo il successo della missione.

Nella notte, il Procurator Augusti Appio Cornelio raggiunge il contubernio e le tre centurie della Cohors I Ulpia Dacorum che hanno appena terminato di catturare tutti i possibili responsabili dei perniciosi eventi che stavano avendo luogo da qualche tempo ad Aelia Capitolina e sulla collina del Golgotha in particolare. Il governatore rende quindi noto agli arrestati i capi di accusa e che, in attesa del giudizio, tutti i loro averi saranno proscritti (espropriati dallo stato). Dopo ciò comanda ai soldati di condurre i prigionieri alle celle delle caserme e si congratula con i custodes che possono finalmente ritirarsi e godersi un meritato e necessario riposo avvisandoli però che avrà bisogno ancora dei loro servigi nei giorni avvenire per l’istituzione del processo.

Arriva così il giorno a. d. XII Kalendas Maias (dodici giorni prima delle Calende di Maggio, ovvero il venti Aprile), i custodes hanno passato la notte nella villa di Appio Cornelio e si sono in parte ristorati dalle fatiche della missione anche se Calvus ha ancora necessità di visitare un tempio per pregare gli dei di Roma per restaurare il legame che la ferita inflitta da uno dei demoni contro cui si erano scontrati aveva momentaneamente reciso. Candemium, contro ogni previsione, riesce a convincere il Procurator Augusti a lasciargli il bambino della famiglia Anarice in modo da iniziare ad addestrarlo e a fargli il lavaggio del cervello per farlo diventare un fedele servo di Roma, mentre Vetius inizia a cercare di addestrare Nerone, il nibbio nero comprato qualche giorno prima.

La giornata passa in tranquillità e così arriva il giorno a. d. XI Kalendas Maias (undici giorni prima delle Calende di Maggio, ovvero il ventuno Aprile) in cui si celebra il Natale di Roma, forse la festa più importante in quanto è il giorno in cui in tutto l’Impero si celebra la fondazione dell’Urbe da parte di Romolo. La giornata passa tra parate militari, banchetti e piaceri vari sebbene si percepisca che il clima non sia dei più sereni a causa degli arresti massicci di pochi giorni prima e della pesante presenza di soldati e guardie attorno alle case delle famiglie nobili incarcerate, nulla però che riesca a guastare le grandi celebrazioni.

Il giorno seguente i custodes iniziano ad aiutare Appio Cornelio nel proseguo delle indagini al fine di raccogliere abbastanza prove per il processo, chi cercando segni di culti proibiti, chi esplorando e cercando altri indizi, chi cercando di persuadere i prigionieri con le proprie abilità oratorie o con la minaccia fisica. Mentre sono così impegnati, i custodes vengono interrotti da una visita inattesa, infatti insieme alla risposta da Antiochia per il Procurator Augusti sono arrivati anche cinque persone che si identificano come appartenenti al distaccamento della Cohors Arcana presso la capitale della provincia di Syria capitanati da Decimo Bruto, facente parte del cursus del guerriero.

Le notizie provenienti da Antiochia confermano che le richieste di Appio Cornelio sono state accettate e che la Legio III Gallica arriverà in tre giorni per assicurarsi che la pace appena ristabilita non venga turbata. Gli inviati della Cohors Arcana di Antiochia chiedono di essere messi al corrente sullo sviluppo ed esito della missione e dopo un lungo ed esaustivo colloquio in cui si congratulano anche con i loro commilitoni inviati da Roma, chiedono che gli venga mostrato il sepolcro in cui era stato rinvenuto il corpo del bambino per purificare il luogo dall’eventuale influsso demoniaco residuo. Inoltre Decimo Bruto da un ultimo consiglio, visto che è stato inviato un dispaccio a Roma sarebbe opportuno attendere la risposta.

Nel mentre alcuni custodes sono stati promossi di grado e Calvus si è ritrovato ad avere un assistente ad affiancarlo nei suoi studi e nell’attività da sapiente, un certo Seppius di cui non si sa molto….

Ave atque vale!

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