Il tradimento dell'Occidente, il futuro dell'Afghanistan

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Il 15 agosto del 2021 i talebani entrano a Kabul, occupano la capitale, ottengono la fuga del presidente Ghani sostenuto dagli occidentali. Dal palazzo presidenziale annunciano che proclameranno l’Emirato Islamico di Afghanistan, usando lo stesso nome del Paese di prima dell’arrivo degli americani. I talebani sono tornati al potere dopo vent’anni di conflitto che gli Stati Uniti e gli occidentali non sono riusciti a vincere – nonostante abbiano investito miliardi di dollari e perso migliaia di uomini, che si sommano alle centinaia di migliaia di civili uccisi.
Com’è stato possibile? Che cosa è successo nei mesi e negli anni che hanno preceduto la caduta di Kabul? Quanto hanno pesato gli errori del passato che a lungo l’Occidente non ha voluto vedere? Chi riempirà il vuoto politico-diplomatico che gli Stati Uniti si sono lasciati dietro? Chi sono i nuovi talebani e quanto possono dirsi nuovi? Su cosa poggia il loro consenso? Che ne sarà del faticoso percorso di emancipazione e conquista di diritti delle donne? Qual è il futuro dell’Afghanistan?

Ne abbiamo parlato con due giornalisti italiani fra i massimi esperti di Afghanistan.

Nico Primo, autore di diversi libri sull’Afghanistan, tra cui l’ultimo pubblicato ad aprile “Kabul, crocevia del mondo” edizioni People. Giornalista pluripremiato, inviato speciale del tg3. I suoi documentari sono stati premiati in Europa e nel mondo, compreso il suo corto Today I will live, sul conflitto afghano. Di recente ha prodotto il mediometraggio Un Ospedale in Guerra – Emergency in Afghanistan.

Barbara Schiavulli, pluripremiata corrispondente di guerra e scrittrice, ha seguito i fronti caldi degli ultimi vent'anni, come Iraq e Afghanistan, Israele, Palestina, Pakistan, Yemen, Sudan. È cofondatrice e condirettrice di Radio Bullets. Tra i suoi ultimi libri Bulletproof diaries. Storie di una reporter di guerra e Quando muoio, lo dico a Dio. Storie di ordinario estremismo.

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